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L’ultimatum dei pescatori: «Se non si trova una soluzione, smetteremo di occuparci della gestione delle acque e degli impianti ittiogenici»

dom 27 mar 2022 13:03 • Dalla redazione

Le associazioni scrivono al governo provinciale: «Il divieto nazionale di immissione delle trote fario incide su un settore che in Trentino vale quasi 8,5 milioni»

TRENTO. “Il mondo della pesca Trentino è in fermento per la stagione viste le continue notizie discordanti che giungono alle associazioni rispetto alla possibilità di immissione nelle acque trentine di salmonidi diversi dalla trota Marmorata”. Lo scrivono la Federazione Pescatori Trentini, la FIPSAS Sezione Provinciale di Trento e l’Unione Pescatori Trentini della Magnifica Comunità Val di Fiemme per conto di tutte le associazioni presenti sul territorio trentino in una lettera indirizzata alla Giunta e al Consiglio della Provincia di Trento preoccupate per le conseguenze della norma che vieta l’immissione nelle acque di specie considerate alloctone come trote fario, iridee, lacustri e lanciano l’allarme: “Contrariamente a quanto sta avvenendo nelle altre regioni del Nord Italia, le associazioni della Provincia Autonoma di Trento non hanno ad oggi la possibilità di immettere le suddette specie nelle proprie acque poiché non è stato ancora adottato alcun provvedimento dalla parte politica, sebbene sollecitato più volte”. Le associazioni evidenziano, quindi, come “molti sono stati i confronti avvenuti negli ultimi mesi tra la Provincia e le associazioni di secondo livello”. Nel mese di ottobre 2021, ad esempio, in occasione dell’incontro con il Comitato Pesca è stato consegnato un documento sottoscritto da tutte le realtà di pesca (Federazione Pescatori Trentini, Unione Pescatori Trentini e Magnifica Comunità della Val di Fiemme), attraverso il quale è stata chiesta una risposta scritta entro novembre, rispetto alla gestione del pesce definito ora “alloctono” presente nei nostri impianti. “Ad oggi – dicono - non abbiamo ricevuto ancora una risposta e ci troviamo nella totale incertezza sulla gestione del pesce allevato e già presente in grandi quantità in tutti gli impianti della Provincia”.

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“Per evitare di trovarci nella condizione attuale – scrivono ancora - già lo scorso anno avevamo sollecitato la predisposizione dell’analisi del rischio da parte del Servizio Faunistico da sottoporre ad ISPRA, chiedendo più volte un nostro coinvolgimento nella preparazione del documento, non tanto per gli aspetti tecnici, ma come diretti conoscitori del territorio, delle acque e delle specie che le popolano. Il documento è stato al contrario elaborato in autonomia dal Servizio e sottoposto solo parzialmente alla nostra valutazione pochi giorni prima del previsto invio a ISPRA (14.03.2022). Abbiamo motivo di ritenere che i contenuti non siano confacenti a una corretta gestione delle acque rispetto alle previsioni della Carta Ittica e dei Piani di Gestione vigenti. Dello stesso avviso sono gli organi tecnici e politici della Provincia, pertanto abbiamo chiesto una rivisitazione urgente del documento. Sembrerebbe che sia stata finalmente recepita l’importanza del nostro coinvolgimento nella stesura del documento, ma abbiamo di fatto perso mesi preziosi che sicuramente per il 2022 comprometteranno la stagione di pesca”. Cosa che, dicono ancora i pescatori, avrà gravi conseguenze ambientali, etico sociali, sportive e turistiche, economiche e occupazionali.

Per rafforzare la richiesta di addivenire a una soluzione, le associazioni quindi fanno il conto economico di quanto vale la pesca sportiva in Trentino: circa 40.000 giornate di pesca, costo unitario stimato € 130/cadauna sommano a € 5.200.000; circa 10.000 soci moltiplicato per un costo medio del permesso annuale pari a € 120 sommano € 1.200.000; acquisto da impianti consociati Astro di materiale ittico per circa € 1.000.000; - organizzazione e indotto campionati organizzati dalla FIPSAS provinciale e nazionale € 1.000.000 per un totale della considerevole cifra di € 8.400.000/annui.

Alla Provincia si chiede pertanto di confermare da subito l’applicazione della Carta Ittica fin quando non vengano identificate dal tavolo di lavoro nazionale le specie alloctone e autoctone riferite al territorio provinciale. Al Consiglio Provinciale si chiede di impegnare la Giunta Provinciale ad approvare urgentemente un documento che consenta l’immissione delle specie indicate nella Carta Ittica e nei Piani di Gestione e in generale una risposta immediata e scritta rispetto alla gestione del materiale giacente negli impianti delle associazioni, al fine di scongiurare la moria di un considerevole numero di materiale di pregio. Altrimenti, concludono, “laddove perdurasse l’attuale impossibilità di immissione nelle acque in concessione, ogni Associazione valuterà se continuare o meno nella coltivazione delle acque e nella gestione degli impianti ittiogenici non solo delle specie oggi definite alloctone ma anche della marmorata. Verrà inoltre fatta nel breve periodo una valutazione unitaria in merito all’eventualità di sospendere la pratica della pesca in tutto il territorio provinciale, al fine di tutelare le popolazioni attualmente presenti nelle nostre acque sino all’emissione di un provvedimento che consenta l’introduzione di materiale ittico”.



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