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L'intelligenza artificiale aiuterà il cittadino

gio 30 nov 2023 12:11 • Dalla redazione

Non sarà la dittatura dell’algoritmo: conclusa ieri a Trento la conferenza nazionale su AI e pubblica amministrazione

TRENTO. L’intelligenza artificiale aiuterà cittadini ed imprese, che beneficeranno di servizi migliori, così come aiuterà i decisori, che avranno a disposizione informazioni più complete. Allo stesso tempo, l’intelligenza artificiale non sarà la dittatura dell’algoritmo, tecnologia tanto pervasiva quanto malvagia in grado di sostituirsi o, peggio, di schiacciare l’uomo. Queste sono le indicazioni, in sintesi, che ci arrivano dall’evento “AI per la trasformazione digitale delle amministrazioni locali”, organizzato nella giornata di ieri da Trentino Digitale e dalle altre 3 società in house del Cerchio ICT: Lepida (Bologna), Südtiroler Informatik - Informatica Alto Adige (Bolzano) e Pasubio Tecnologia (Schio). L’evento si è sviluppato dalle 9 alle 17, grazie ad una serie di conferenze e di gruppi di lavoro, organizzati nelle quattro città di riferimento e trasmesse in streaming. La conferenza ha raccolto l’adesione di alcuni tra i più noti esperti di AI del panorama nazionale (ma non solo), manager di aziende internazionali, responsabili ed amministratori di enti e società pubbliche. L’appuntamento cade proprio ad un anno esatto dall’esordio sui mercati di Open AI. L’azienda statunitense, apripista dell’intelligenza artificiale generativa grazie anche al servizio ChatGpt, ha portato nel quotidiano di molti noi, ciò che appena alla vigilia appariva come un futuro nemmeno tanto prossimo. L’intelligenza artificiale è già la nuova rivoluzione digitale.

La trasformazione digitale - hanno concordato gli intervenuti - investe tutta la nostra società ed è oggi sempre più condizionata dagli sviluppi dell’intelligenza artificiale, tanto che l’Unione europea ha riconosciuto proprio l’intelligenza artificiale quale area strategica per il futuro. 

A questa sfida - lo ha sottolineato Gianvito Lanzolla, professore di Strategy and digital transformation presso la Bayes Business School di Londra - non può sottrarsi la pubblica amministrazione, chiamata a cambiare il proprio modo di lavorare e rispondere in maniera adeguata ai bisogni di cittadini e imprese: “L’intelligenza artificiale non è mera tecnologia. Il suo impatto cambierà modelli organizzativi e manageriali, oltre a richiedere nuove competenze”. Alla luce dei progetti di ricerca presentati nel corso della conferenza, il professor Lanzolla ha aggiunto: “Facendo sperimentazione con progetti finanziati a livello europeo, occorre fermarsi a riflettere sulla sostenibilità delle soluzioni e fare un ragionamento anche a livello di soluzioni di mercato”.

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Il panel gestito da Trento è servito a presentare le strategie di intelligenza artificiale e le applicazioni concrete in Trentino. Cristiana Pretto, dirigente generale semplificazione e digitalizzazione della Provincia autonoma di Trento, ha confermato la volontà di agire “in collaborazione" con il territorio, ribadendo la volontà di governare questa sfida a partire dal progetto Bandiera, finanziato con i fondi del Pnrr: “Dobbiamo fornire strumenti di supporto alla pubblica amministrazione, senza andare a sostituire la decisione, che rimane umana. L’intelligenza artificiale pone questioni nuove, quali le competenze, ma anche la trasparenza, ovvero rendere evidente agli utenti come usiamo questi strumenti. Vi è poi - ha concluso - la necessità di promuovere un uso intelligente e interoperabile dei dati, che devono essere puliti, certi e integrabili”.

Il lavoro di ricerca della Fondazione Bruno Kessler è stato presentato da Andrea Nicolini, chief public administration strategy officer: “Tutti i 12 centri di ricerca di Fbk sono coinvolti con l’obiettivo di essere al servizio del territorio per crescere assieme, sfruttando la AI. La transizione digitale è la terza rivoluzione digitale, l’intelligenza artificiale è la quarta rivoluzione, e non si può più parlare di trasformazione ma di metamorfosi. Le sfide sono molteplici. Prendiamo ad esempio il campo sanitario in cui è richiesta la capacità di garantire un servizio universale, pur in carenza di professionisti dedicati”. Tre sono i progetti già attuati dal Comune di Trento: Marvel, analisi video e audio di dati anonimizzati per intervenire in caso di situazioni anomale; Protector, situazioni critiche in luoghi di culto e analisi social; Precrisis: estensione dei due precedenti progetti su un più ampio spettro. “Ciò ha permesso - ha spiegato Mirko Franciosi, dirigente del Servizio innovazione e transizione digitale del Comune - di maturare una consapevolezza, anche critica, su cosa può fare la AI per un ente sul territorio”. 

A fare da collante c’è Trentino Digitale, società pubblica di sistema a cui la Provincia ha assegnato il ruolo di guidare la transizione digitale. “La società - ha esordito Francesca Paolucci, responsabile Area innovazione e divulgazione tecnologica - sta da tempo lavorando all’intelligenza artificiale, destinando ad essa ricorse umane e investimenti importanti. Le soluzioni da adottare, anche in ambito AI, devono essere mature e solide ma, al contempo, dobbiamo stare al passo con i tempi, giocando in anticipo e sviluppando conoscenza e competenza. Trentino Digitale - ha continuato Paolucci - deve facilitare, abilitare e verificare l’introduzione dell’intelligenza artificiale nei servizi pubblici, garantendo la bontà dei dati. L’orizzonte temporale per le prime applicazioni non è di anni ma di mesi, anche se ricerca e sviluppo saranno attività continuative nel tempo”.

Sul tema sicurezza è intervenuto il procuratore della Repubblica di Trento, Sandro Raimondi: “La raccolta dati strutturata è essenziale per effettuare indagini e richiede un cambio di mentalità. Senza questa evoluzione e l’utilizzo delle tecnologia rischiamo di perdere la lotta alla criminalità organizzata, perché oggi loro investono, ad esempio, in bitcoin. La mia sfida è quella di utilizzare algoritmi per identificare il possessore dei bitcoin, e quindi sequestrare i beni ed arrestare i criminali. Questo 10 anni fa era impossibile”.

“Il computer di Bologna che ci supporta - ha aggiunto il procuratore Raimondi - costa svariati milioni di euro, una cifra che la criminalità ha a disposizione in una mezza giornata. In provincia abbiamo sviluppato, anche con il supporto di Trentino Digitale, un sistema informatico che ci consente di individuare operazioni sospette, come l’acquisto di alberghi. Noi abbiamo competenze elevatissime, abbiamo i migliori investigatori del mondo, che però vanno supportati e sostenuti a livello di sistema e non lasciati in solitudine”.

In conclusione, la conferenza ha confermato che la pubblica amministrazione trentina è sulla strada giusta verso l'adozione dell’AI in soluzioni e servizi informatici specifici. Il tema della riorganizzazione dei modelli organizzativi è ritornato nelle conclusioni, affidate al presidente di Trentino Digitale, Carlo Delladio, e al direttore generale, Kussai Shahin: “Nel tempo abbiamo introdotto molte innovazioni ma mai una rivoluzione organizzativa. Con l'intelligenza artificiale non possiamo prescindere dal mettere in campo una nuova organizzazione e governance. Dobbiamo governare bene l'innovazione tecnologica e la moltitudine di dati che dobbiamo gestire. La sostenibilità è importante perché dobbiamo pensare bene alle soluzioni che sviluppiamo e che richiedono un approccio nuovo, multidisciplinare”.

 



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