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Lav: ‘Ogni incontro uomo-orso non può diventare il pretesto per nuove condanne a morte dell’animale’

mar 11 giu 2024 12:06 • Dalla redazione

L’associazione animalista commenta l’episodio avvenuto nella notte di domenica 9 giugno 2024 a Bozzana

TRENTO. “Non possiamo tollerare che ogni contatto umano-orso possa diventare un pretesto che la provincia di Trento utilizza per nuove condanne a morte degli orsi – dichiara Massimo Vitturi, responsabile LAV, Animali Selvatici, commentando la notizia, riportata ieri da NOS Magazine, di un orso che si è presentato fuori dal seggio della sezione di Bozzana di Caldes - Incontrare un orso in Trentino deve oramai essere considerato un evento ordinario. Ciò che invece è ancora straordinario, è la mancanza di informazioni che determina comportamenti errati da parte delle persone che entrano accidentalmente in contatto con gli orsi”.  In una nota l’associazione animalista ricorda anche l’episodio del 27 aprile scorso, quando, a monte dell’abitato di Molveno, un escursionista è entrato in contatto con un orso spiegano come abbia ottenuto il verbale del Corpo Forestale Trentino.

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Ancora una volta, si legge nella nota, emerge la totale impreparazione della persona che ha reagito guidata esclusivamente dall’istinto, comportandosi in maniera diametralmente opposta a quelle che sono le indicazioni da seguire in caso di un incontro ravvicinato con un orso. 

“Dalla lettura del verbale emerge che l’orso si è comportato in maniera ammirevole, avrebbe potuto reagire molto violentemente a quelle che dal suo punto di vista erano chiare minacce alla sua integrità fisica – commenta Massimo Vitturi – ancora una volta è dimostrato che le persone che frequentano le zone abitate dagli orsi sono del tutto impreparate, come se, per analogia, guidassero un veicolo senza avere la patente”.

Per la LAV quanto accaduto il 27 aprile, dimostra in tutta evidenza che la sicurezza dei cittadini può essere garantita solo grazie alla diffusione capillare della cultura della convivenza con gli orsi, un’attività che dovrebbe essere considerata una consuetudine in Trentino, dove gli orsi sono stati reintrodotti oramai un quarto di secolo fa. “Uccidere otto orsi l’anno, oltre ad essere un atto crudele e violento e già per questo intollerabile – conclude l’associazione animalista - non garantisce la sicurezza di nessuno, sapersi comportare al fine di evitare incidenti con orsi incontrati sul proprio cammino è invece l’unica garanzia di sicurezza”.

 



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