TRENTO. “Diamo voce alla scienza”. Con queste parole il Gruppo Ursa Trentino esprime – attraverso un comunicato stampa – “profonda contrarietà per il taglio unilaterale degli incontri promossi dalla Comunità di Valle delle Giudicarie nell’ambito della cosiddetta ‘Consultazione Grandi Carnivori’, tenutisi tra il 29 agosto e il 10 settembre a Tione, Comano, Storo e Carisolo”.
“Questi appuntamenti – si legge - si sono svolti senza alcun contraddittorio: solo esponenti del Comitato Papi, un esperto di "cultura alpina" e un professore di economia agraria tutti dichiaratamente di parte. Nessun intervento da parte di zoologi, etologi o studiosi qualificati nell'ambito dei grandi carnivori.
Un approccio quindi parziale e privo di basi scientifiche, che riteniamo grave e pericoloso. Il GUT ritiene – si legge ancora - che non sia accettabile che un Ente Pubblico si presti a operazioni di disinformazione come queste, alimentando paure e tensioni senza offrire uno spazio di confronto reale e documentato, a maggior ragione quando si propone una “consultazione popolare” priva di valore giuridico e con un quesito tendenzioso che già orienta la risposta (“Ritieni che la presenza di lupi e orsi in zone densamente antropizzate sia un grave pericolo?”). Si tratta, secondo noi, di un'evidente strumentalizzazione dell’emotività collettiva, un esempio grave di cattiva politica che dovrebbe indignare chiunque abbia a cuore il bene comune di noi tutti cittadini trentini.
Chiediamo dunque – è la conclusione - che la Comunità di Valle promuova altrettanti incontri pubblici incentrati su un’informazione scientificamente corretta e pluralista con la partecipazione di esperti riconosciuti di chiara fama ai quali ci proponiamo sin d'ora come partecipanti. Le risorse pubbliche non devono essere usate per esasperare il clima già teso da anni di gestione assente ma per promuovere conoscenza, coesistenza e responsabilità”.

