Cronaca Val di Sole

Suicidio e il coraggio di parlare: la Val di Sole contro il silenzio

Al convento di Terzolas, istituzioni, esperti e cittadini si sono confrontati sui risultati del progetto “Restiamo Insieme” e sulle sfide ancora aperte

Suicidio e il coraggio di parlare: la Val di Sole contro il silenzio

TERZOLAS. Secondo i dati ISTAT aggiornati al 2022, il tasso medio annuo di suicidi in Trentino nel periodo 2011–2022 è di circa 1,03 casi ogni 10.000 abitanti, al di sopra della media nazionale, che si attesta a 0,73. In Val di Sole, nel triennio 2020–2022, il tasso è di 1,7, quasi il doppio rispetto alla comunità provinciale che si attesta a 1. Sono i dati emersi durante il convegno “Prevenzione del suicidio in Val di Sole – Una giornata di confronto sui risultati del progetto Restiamo Insieme”, che si è tenuto ieri, 26 settembre 2025, al convento dei frati cappuccini di Terzolas. Uno spazio di ascolto, dialogo e condivisione su un tema che tocca nel profondo la vita di una comunità: il suicidio. Un fenomeno che, purtroppo, non è estraneo alla Val di Sole, e che negli anni ha lasciato ferite nel tessuto sociale del territorio. Non è la prima volta che la valle sceglie di guardare in faccia questo dolore. Già nei primi anni Duemila, con l’iniziativa “Perché non muoia la speranza”, si era avviato un percorso coraggioso di consapevolezza e impegno. Oggi, con “Restiamo Insieme”, quel cammino si rinnova, si rafforza e si amplia, coinvolgendo istituzioni, enti del privato sociale, cittadini e professionisti in un progetto che ha saputo unire competenze, sensibilità e visioni.

Tre anni di lavoro, di incontri, di campagne, di gesti concreti, che ieri sono stati illustrati alla comunità dalla viva voce dei protagonisti. “Restiamo Insieme” non è stato solo un progetto, ma un modo di stare nella comunità, di riconoscere che la solitudine può essere combattuta, che ciascuno di noi è portatore di risorse, e che la prevenzione non si fa con ricette preconfezionate, ma con relazioni autentiche, reti solide e cura reciproca.

A presentare il progetto “Restiamo Insieme” sono stati Cristina Rizzi e Cristina Dalla Torre del Servizio Politiche Sociali della Comunità della Valle di Sole e Michele Bezzi di Appm e membro del gruppo di regia, che hanno illustrato le tappe, le azioni e le buone prassi emerse.

A seguire, la sociologa e ricercatrice Nora Lonardi ha condiviso i risultati della ricerca “Il suicidio in Val di Sole: percezione, fattori di rischio e fattori protettivi”, offrendo anche un aggiornamento sui dati epidemiologici.

La ricerca ha analizzato la percezione del suicidio nella Valle, individuando fattori di rischio “generici” e “specifici”. Tra i primi, spiccano la solitudine, la fragilità educativa, la pressione sociale legata alla cultura della performance, le distanze generazionali e l’influenza dei social media. Tra i secondi, invece, emergono dinamiche locali come l’impoverimento relazionale, il declino demografico, l’immobilismo sociale e la difficoltà a costruire reti di sostegno. In particolare, Lonardi ha sottolineato come il senso di esclusione – il sentirsi “fuori dal gruppo” – rappresenti una delle ferite più profonde e silenziose. Lo studio, ha quindi, delineato i fattori protettivi che possono arginare il disagio: il valore del parlare apertamente, la sensibilizzazione diffusa, l’attenzione verso i sopravvissuti, il ruolo della scuola e della genitorialità, il sostegno alle associazioni e la cura verso le persone anziane.

Il professor Domenico Tosini, docente alla Facoltà di Sociologia dell’Università di Trento, ha condiviso i risultati delle ricerche condotte con la collega Deborah Fraccaro sulla condizione dei sopravvissuti al suicidio di persone care, sottolineando l’importanza della postvenzione come strumento di cura e riconoscimento del dolore. Tosini ha ricordato che dietro ogni suicidio ci sono cerchi concentrici di dolore: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni caso colpisce gravemente da cinque a dieci persone tra familiari, amici e colleghi. Un impatto che si estende ben oltre la dimensione individuale.

Il convegno ha dato spazio anche a testimonianze preziose, capaci di raccontare la resilienza e l’impegno di altre realtà. Monica Seganfreddo, educatrice professionale, ha portato l’esperienza della Valle d’Aosta, dove con la deliberazione della Giunta regionale n 522, del 9 maggio 2022, è stato approvato il Progetto regionale per la prevenzione del suicidio al fine non solo di sistematizzare le attività già poste in essere per contrastare il fenomeno, ma anche per avviare nuovi interventi mirati a contrastare gli atti anticonservativi.

Luigina Robusti, medico di famiglia e coordinatrice dell’Associazione “Stella Alpina. Sentieri di resilienza” delle Valli Giudicarie, ha raccontato il percorso nato dal basso per affrontare il lutto da suicidio, con il supporto di AMA Trento e dell’Università di Trento.

Infine, Lisa Dal Mas, dell’Associazione Auto Mutuo Aiuto di Trento, ha presentato il progetto “Invito alla Vita”, nato dalla collaborazione con APSS e fondato sull’ascolto, la formazione e la costruzione di reti di sostegno.

La giornata si è aperta con i saluti istituzionali di Luciana Pedergnana, sindaca di Terzolas; Barbara Cunaccia, sindaca di Malé e assessora alle Politiche Sociali della Comunità di Valle; Lorenzo Cicolini, presidente della Comunità della Valle di Sole; Paola Maccani, presidente dell’Associazione provinciale per i minori; Claudio Agostini, direttore del Dipartimento transmurale di salute mentale; Claudio Valorz, presidente della Cassa Rurale Val di Sole; Claudio Soini, presidente del consiglio provinciale; e Carlo Daldoss, consigliere provinciale e assessore regionale.

In serata, sempre al convento, si è tenuto l’apericena con il CFP Enaip di Ossana, seguito da “Photovoice” con Nicola Bortolamedi. I Tremendj hanno parlato di prevenzione online, Alessia Poliandri e Riccardo Audisio hanno presentato “Oasi autogrill”. Ha chiuso il dialogo “Perché parlarne aiuta”, con le esperienze di Nicoletta Andreis, Stefania Casavecchia e Fulvio Iachelini.