Cronaca Val di Sole

Una profezia del Giubileo: la Terra è di tutti

La riflessione domenicale di don Renato Pellegrini

Una profezia del Giubileo: la Terra è di tutti

Il giubileo sta terminando con la chiusura della porta santa. Che pensieri avrà suscitato? Che propositi avrà fatto nascere?

Magari tanti pii desideri inutili, perchè tutto continuerà come sempre. Cosa avranno pensato ad esempio i politici o i capi delle nazioni che spesso si richiamano al Vangelo e alle parole del papa? Cercheranno di difendere la terra da uno sfruttamento che rischia di portarla alla rovina? Si daranno da fare per la dignità di ogni persona? Cercheranno davvero la pace, evitando corse al riarmo?

E’ vero che talvolta, soprattutto in passato, nemmeno la Chiesa ha dimostrato di essere coerente con le parole e gli insegnamenti di Gesù. Oggi, tuttavia, ha ritrovato più capacità di difendere i diritti umani e non tacere di fronte al gravi problemi del creato. Nella bolla di indizione del giubileo c’è scritto che «i beni della terra non sono destinati a pochi privilegiati, ma a tutti (Spes non confundit, 16). E già questo mi sembra un traguardo lontano e forse impossibile da raggiungere. Ma il giubileo raccontato dalla Bibbia prevedeva anche il lasciar riposare la terra, non sfruttandone in modo esagerato le risorse, la liberazione degli schiavi, il condono dei debiti. Come si vede il contenuto prima che spirituale era di tipo sociale, economico, politico, ecologico.

Non era certamente escluso il valore spirituale, quella forza interiore donata da Dio, capace di far guardare continuamente verso quel traguardo e di camminare in quella direzione.

Scrive Luciano Manicardi (monaco della comunità di Bose) su Il Messaggero di S. Antonio del 26 dicembre: «Il giubileo pone il principio del «non per sempre»: lo schiavo ebreo non sarà schiavo per sempre, ma fino al giubileo (Lv, 25,40) Il passato non fissa in modo definitivo in una situazione, ma vi è una possibilità di futuro nella libertà.» (L.Manicardi) Cosa vuol dire concretamente? Che si interrompe una situazione che rischia di far vivere una persona o una famiglia in modo disumano, come è la schiavitù, che le persone possono recuperare i loro terreni e rientrare nelle loro case. Oggi il giubileo si traduce in un invito pressante a costruire una società più giusta e più rispondente alla volontà di Dio. «Oggi vediamo persone libere ridotte in schiavitù, vediamo violata da politiche spesso criminali l’affermazione che sta al cuore del Giubileo, ovvero che la terra è di Dio così che a nessuno “è consentito spartirsi la terra, né tantomeno impossessarsene. La terra non può essere venduta definitivamente”». (Donatella Di Cesare)

E il motivo lo spiega il Levitico «Le terre non si potranno vendere per sempre, perché la terra è mia e voi siete presso di me come forestieri e ospiti».

La terra ha bisogno di riposare, di essere considerata e trattata come essere vivente, come lo sono le piante, i mari e i fiumi. Si dice che la terra l’abbiamo in prestito dalle generazioni future. Ed è vero. Sono loro che la abiteranno.

Il Giubileo ci ripete che la terra è di Dio e solo così è anche di tutti e non solo di qualcuno. Ci ripete che non ci possono essere privilegiati, almeno non lo possono essere per sempre. Tutti devono tendere a fare in modo che la vita possa essere per tutti un tempo di serenità. C’è chi mette in dubbio l’attuazione storica dell’anno giubilare. Anche due mila e più anni fa l’uomo probabilmente non era attratto da grande solidarietà o idea di uguaglianza. E Gesù lo aveva detto: «I poveri li avrete sempre con voi».

Ma il giubileo è una profezia, la promessa di una società giusta che sappia rispettare la terra e coloro che la abitano. Non ci presenta un Dio utile che risolve problemi. Non vale la pena credere in un Dio che serve, anche se per la sapienza umana Dio nasce e muore a seconda se è utile o inutile: in una società dove è utile tutti diventano religiosi; quando diventa inutile Dio è morto. Il giubileo ci ha parlato della necessità della profezia, del credere all’impossibile perché ciò che si spera diventi possibile