Società Val di Sole

Il Parco studia i pipistrelli

Nel settore trentino dello Stelvio il monitoraggio di questi affascinanti mammiferi alati ha scoperto 14 specie

Il Parco studia i pipistrelli
ph. Mattia Piccioli

PEIO. Nel 2025 è stato avviato un nuovo monitoraggio dei pipistrelli nel territorio trentino del Parco dello Stelvio. Lo studio consiste nella registrazione delle emissioni ultrasoniche dei pipistrelli mediante un dispositivo (bat detector) e successiva analisi dei sonogrammi (rappresentazioni grafiche del suono nel tempo) raccolti. Il riconoscimento delle diverse specie presenti avviene attraverso la misurazione di alcune caratteristiche dei segnali registrati. A volte però l’analisi delle registrazioni non permette una ben precisa identificazione della specie che si ferma ad un gradino più in basso arrivando al livello di Genere.

L’indagine è stata condotta nei mesi estivi collocando i bat detector lungo percorsi prestabiliti nei diversi ambienti che caratterizzano le due valli di Peio e Rabbi.

Si tratta della terza ricerca sui pipistrelli condotta nell’area protetta, dopo le due precedenti effettuate nel 2011 e 2014. Grazie ai dati scaturiti dalle 3 indagini, nel settore trentino del Parco è stata accertata la presenza di almeno 14 specie. Si tratta di un risultato molto soddisfacente. La specie più comune è il pipistrello nano; fra i pipistrelli più frequenti si ricordano inoltre il serotino comune, il serotino di Nilsson, la nottola comune, la nottola di Leisler, il vespertilio di Natterer, il vespertilio di Daubenton e l’orecchione alpino.

La presenza più rara è quella del barbastello rinvenuto solo in pochi siti; questa specie legata alle foreste è inserita nell’Allegato II della Direttiva Habitat (92/43/CEE) e per questo di particolare interesse conservazionistico. Lo studio proseguirà nel 2026 e i dati raccolti forniranno preziose informazioni per indirizzare specifiche azioni di conservazione.