Società Val di Sole

Il controllo dei cervi serve anche per le valanghe

Nei bacini di alimentazione sono state posizionate in Val di Peio e di Rabbi circa 13 aste nivometriche graduate

Il controllo dei cervi serve anche per le valanghe

COGOLO. Le attività previste dal Progetto Cervo sono finalizzate al ripristino dell’equilibrio naturale attualmente minato dall’eccessiva popolazione dell’ungulato presente nel territorio del Parco Nazionale dello Stelvio in maniera sovrabbondante. Il cosiddetto "selecontrollo" – spiega il Parco sulla propria pagina Facebook - operato dal personale allo scopo formato, richiede il transito sulla viabilità forestale nel periodo invernale-primaverile, a volte solcata da stretti canaloni valanghivi che, in particolare, alle quote superiori vengono alimentati da ampi catini di accumulo e di scivolamento della neve che vanno pertanto adeguatamente monitorati.

A questo scopo, nei bacini di alimentazione, sono state posizionate in Val di Peio e di Rabbi circa 13 aste nivometriche graduate (dette comunemente paline) che, mediante osservazione a distanza con il binocolo, permettono di ottenere valide informazioni sul manto nevoso, su eventuali fenomeni di erosione o di deposito operato dal vento.

Tali osservazioni, che sono assicurate dai componenti delle locali commissioni valanghe, vengono messe in relazione ai dati misurati giornalmente dalle stazioni nivo-meteorologiche di Pejo Tarlenta e di Cima Cavaion, nonchè alle previsioni meteorologiche per una valutazione finale complessiva da parte dei tecnici della società Pejo 3000, dei Comuni di Peio e di Rabbi, dell’Ufficio previsioni e pianificazione della P.

A.T., e dell’Ufficio Gestione del Parco Nazionale dello Stelvio fornendo a ciascuno utili approfondimenti da commisurare alle proprie e specifiche funzioni e competenze.