In un mondo che pubblicizza sempre di più i comportamenti e le scelte eco-sostenibili, che prova a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla salvaguardia dell’ambiente che ci circonda e non fa altro che mostrarci paladini, o pseudo tali, dell’ecologia e del viver sano, gli sprechi alimentari restano sempre un grave problema col quale combattere costantemente. Finalmente, però, pochi giorni fa è stata diffusa una notizia incoraggiante. Secondo le recenti analisi effettuate riguardanti il 2025, infatti, lo spreco alimentare è calato di circa 64 grammi settimanali, calcolando una nuova media di 554 grammi a settimana pro capite. Sicuramente questo rappresenta un passo in avanti importante, ma non vuol dire certo che non si possa migliorare ancora.
Da notare un dato particolarmente significativo: la differenza di spreco tra i cosiddetti boomer e dalla parte opposta i giovani della generazione Z.
Specifichiamo che i primi sono i nati tra il 1946 ed il 1964, mentre i secondi sono i nati tra il 1997 ed il 2012 circa.
I boomer sono coloro che sprecano meno in assoluto, a livello di generazione e ovviamente parlando sempre di una media, allo stesso modo i giovani della generazione Z sono coloro, purtroppo, che hanno il triste primato di sprechi più alti.
Ma nel concreto quali possono essere degli utili consigli per ridurre il più possibile lo spreco alimentare, magari partendo dai comportamenti quotidiani più semplici?
Sicuramente meglio non farsi prendere eccessivamente dalle offerte di volta in volta esposte dai supermercati, soprattutto quando il prodotto in questione ha una scadenza a breve termine.
È molto interessante vedere come negli ultimi anni sia nettamente cambiato anche il comportamento di chi consuma pasti al ristorante.
Infatti, non è più una vergogna, e per fortuna diremmo, portarsi a casa l’eventuale cibo che avanza, in modo che nulla sia sprecato.
Questo rappresenta un comportamento diverso dal passato, fatto di consapevolezza, ma allo stesso tempo anche di rispetto verso l’ambiente e nei confronti di chi, nel mondo, patisce ancora la fame.

