TAIO. Piazza gremita a Taio per festeggiare un ragazzo d’oro che entrato nella storia dello sport italiano e in quella del suo paese e della Val di Non: per Simone Deromedis, oro nello ski cross alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, una festa popolare.
Una festa che arriva in un intervallo di gare: subito dopo i Giochi, infatti, il campione è partito per l’appuntamento di Coppa del Mondo in Serbia, e lo stesso farà dopo questa festa per andare in Georgia. Si tratta di gare importanti, in cui ci si gioca la vittoria di coppa sfuggita lo scorso anno.
L’evento è stato organizzato dal Comune di Predaia in collaborazione con Apt Val di Non, Melinda, Cassa Rurale Val di Non Rotaliana e Giovo e Radio Anaunia, che ha curato collegamenti, interviste e la diretta integrale dell’evento, permettendo a tutti di vivere la celebrazione in tempo reale.
Una festa che ha dato modo di abbracciare il campione, arrivato in piazza a bordo di un trattore, tra interventi istituzionali, tra cui quello in videomessaggio di Giovanni Malagò, testimonianze, contributi, lungo il percorso sportivo di Deromedis iniziato sui campi da sci della Predaia e arrivato all’oro olimpico.
E ospite speciale Kristian Ghedina.
E nel corso della giornata è arrivata anche una speciale visita a bambini della scuola dell'infanzia, entusiasti nel poter vedere e toccare una medaglia d'oro olimpica.
Un ragazzo d’oro che, ha commentato la sindaca di Predaia Giuliana Cova, “rappresenta un grande orgoglio per la nostra comunità e ciò che di più bello e positivo il nostro Comune possa offrire: impegno, determinazione e passione. Cresciuto in una famiglia esemplare, Simone ha sempre dimostrato serietà, dedizione e intraprendenza.
La sua umiltà, il suo rispetto negli altri, il saper vivere intensamente la vita, ne fanno un esempio per tutti i giovani della nostra comunità. Il suo successo è un segnale di speranza e di fiducia nel futuro, un invito ai nostri ragazzi a credere nei propri sogni e a impegnarsi ogni giorno per realizzarli. Un grande grazie a Simone per aver portato in alto il nome di Predaia”.


