TRENTO. Coldiretti Trentino Alto Adige rilancia la difesa del patrimonio agroalimentare regionale e la lotta alle frodi, in linea con l’audizione del presidente nazionale Ettore Prandini davanti alla Commissione parlamentare ecomafie. Il presidente regionale Gianluca Barbacovi sottolinea come le eccellenze del territorio rappresentino un patrimonio identitario esposto a rischi crescenti: Italian sounding, importazioni con materie prime estere, concorrenza sleale e distorsioni legate all’origine doganale.
L’agroalimentare italiano conta oltre 5.000 prodotti tradizionali riconosciuti e il primato europeo per DOP e IGP, oltre a un ruolo centrale nel turismo enogastronomico. Ma l’Italian sounding genera un danno stimato di 120 miliardi di euro, quasi il doppio dell’export agroalimentare nazionale.
Per questo Coldiretti accoglie con favore il disegno di legge sulle nuove disposizioni sanzionatorie a tutela dei prodotti italiani, che introduce reati specifici come la frode alimentare, il commercio con segni mendaci e l’aggravante di agropirateria.
Barbacovi richiama anche l’importanza dell’indicazione obbligatoria dell’origine, già prevista per diverse filiere, ma ancora troppo spesso aggirata tramite etichette fuorvianti. Il nodo principale resta però il sistema doganale basato sull’ultima trasformazione, che permette di attribuire l’origine italiana a prodotti ottenuti con materie prime estere. Coldiretti chiede di modificare l’articolo 60 del regolamento UE 952/2013, escludendo i prodotti agricoli e alimentari da questo criterio e rendendo prevalente la reale provenienza delle materie prime.
Prandini ha inoltre richiamato l’attenzione sui controlli alle frontiere europee, citando il porto di Rotterdam come punto critico per l’ingresso di derrate e organismi infestanti che negli anni hanno causato danni enormi all’agricoltura italiana, come la Xylella in Puglia o la cimice asiatica nel settore ortofrutticolo.
Tra le priorità anche la tracciabilità delle importazioni di prodotti trasformati e delle materie prime, in particolare olio e cereali, per evitare che prodotti esteri vengano percepiti come italiani. Infine, Coldiretti ribadisce la propria posizione contro il caporalato e lo sfruttamento del lavoro agricolo, chiedendo canali regolari di ingresso per i lavoratori stranieri e procedure più semplici, così da ridurre l’illegalità e rafforzare un sistema agricolo fondato su trasparenza, legalità e qualità .

