Sono trascorsi ben 226 anni da quando Alessandro Volta inventò la pila: era, infatti, il 20 marzo del 1800. Un’invenzione molto importante per la scienza e dai risvolti e utilizzi davvero molteplici.
Una scoperta che, allora certamente non era possibile immaginarlo neanche lontanamente, ha semplificato e molto l’utilizzo di tantissime apparecchiature elettroniche che soprattutto nel corso dell’ultimo secolo sono state inventate. Possiamo certamente affermare che, di conseguenza, la pila di Alessandro Volta ha reso molto più facili molte azioni legate alla nostra vita quotidiana.
Facciamo ora un passo indietro, Alessandro Volta era nato a Como il 18 febbraio del 1745, oggi lo ricordiamo in particolar modo per i suoi studi, appunto, sull’elettricità, che gli hanno dato modo di creare la prima pila elettrica.
La pila di Volta in pratica è stata il primo generatore artificiale di energia elettrica, ma cosa accadde esattamente e come fu divulgata l’invenzione? Lo scienziato, per annunciarlo al mondo, scrisse una lettera al presidente della Royal Society (praticamente si tratta dell’accademia inglese delle scienze).
Un grandioso successo scaturì immediatamente dopo. Sicuramente grazie alla pila Volta ottenne fama e onori a livello internazionale, ricordiamo un avvenimento particolarmente importante: il 7 novembre 1801 ne illustrò il funzionamento all'Institut de France a Parigi di fronte a Napoleone Bonaparte.
Ma come funzionava la pila di Volta? Attraverso una reazione chimica, molto distante dal nostro pensiero attuale delle moderne pile.
Era una colonna composta da una serie di dischetti, impilati uno sopra l’altro, di zinco, feltro imbevuto di acqua salata e rame. Collegando un filo elettrico alle due estremità era possibile prelevare quell’elettricità che si era generata in seguito e grazie alla reazione chimica.
È interessante sapere che una copia del prototipo della pila è conservata al Museo per la Storia dell'Università di Pavia, nello stesso ateneo dove il fisico comasco insegnò per tutta la sua carriera universitaria. L'originale purtroppo è stato perso a seguito di un incendio.
In onore di Alessandro Volta in tutto il mondo l’unità di misura dell’energia elettrica, e nello specifico del suo potenziale, è chiamata Volt.

