MALÉ. Anche Bruno Redolfi se n’è andato e grande è il cordoglio a Malé e in Val di Sole, specialmente tra i Vigili del Fuoco volontari, mondo che Redolfi ha attraversato per quasi quattro decenni. Classe 1941, il suo nome è legato anche all’attività imprenditoriale di una vita e all’essere stato vicesindaco di Malé negli anni della giunta di Pierantonio Cristoforetti: un elemento di equilibrio prezioso in quegli anni. Ma il suo mondo era quello dei volontari del fuoco, quelli che arrivano quando tutti scappano. Entrò nel corpo giovanissimo, a 17 anni, proseguendo il proprio impegno fino a diventare comandante nel 1977. Un incarico mantenuto fino al 1995, quando l’ingresso da vicesindaco nell’amministrazione comunale di Malé gli permise di restare vicino, in un altro modo, alla realtà dei pompieri maletani. Redolfi fu anche alpino, ma come amava precisare "artigliere da montagna".
Nel 2016, la realizzazione di un libro sulla storia più recente dei pompieri di Malé mi diede l’occasione di riscoprirne l’uomo serio, determinato, duro con sé stesso prima che con gli altri, a partire da quello storico soprannome: “Vara, i me dis Radetzky.
As capì tut, vera?” mi disse ridendo, a sottolineare che quel suo pregio era anche un suo difetto, e quanto fosse convinto che avere delle responsabilità era una faccenda da prendere sul serio… Entrò tra i pompieri di Malé con la firma del padre, dato che era minorenne, accettando con altri giovani l’invito del comandante di allora Vittorio Zanini e del vice Bruno Endrizzi; fu l’inizio di un’avventura che nel 1977 lo portò alla carica di comandante. I suoi furono anni di rinnovamento nella dotazione di mezzi: e fu nel 1986, all’indomani di un tragico incidente a Folgarida, impotenti nell’estrarre due persone da un’auto, partì la battaglia per avere la pinza idraulica… E poi l’incendio di Magras nel 1978, la tragedia di Stava nel 1985, l’incendio di Vesa nel 1989, la notte di Centonia il 31-31 dicembre 1993… Proprio del consorzio Centonia divenne poi presidente.
E poi, nel 1989, il femore rotto dopo una caduta durante un intervento anti-incendio: durante l’ispezione a una casa adiacente non ancora intaccata dal fuoco, la scala di legno cedette. Un impegno operativo che univa lungimiranza e visione del futuro: fu Bruno Redolfi, in coppia con il parroco don Mario Rauzi, a dare la spinta decisiva per la nascita del corpo degli allievi. Il funerale di Bruno Redolfi si terrà venerdì 27 marzo alle 16 nella chiesa parrocchiale di Malé.




