Cronaca Val di Sole

Ci salverà san Drone?

Presto nei cieli delle valli del Noce un nuovo sistema multifunzione

Ci salverà san Drone?

Si chiama “Keghèt” e presto diventerà una presenza familiare per chi guarderà il cielo naso all’insù. Oramai questi strumenti si prestano ai diversi utilizzi: nella sorveglianza, la documentazione e la ricerca, il trasporto di cose e magari persone, la guerra.

La tecnologia sulla quale è basata questa novità è naturalmente top secret, anche se i bene informati ritengono che possa essere coinvolto l’ingegnere turco Temòl Inpét, già ricercato e ingaggiato da tanti governi mondiali.

Il progetto prevede la costruzione di un velivolo senza pilota, radiocomandato da terra e dal cielo tramite un sofisticatissimo sistema satellitare: lungo circa 10 metri, alto 4, con un’apertura alare di 20 metri. Quota massima 15.000 metri, velocità fino a 500 km/h! Iperbolico il costo, tuttavia giudicato non proibitivo dalle autorità: 30 milioni di euro, che in parte saranno recuperati con sponsorizzazioni, pubblicità e minimi costi per chi usufruirà del servizio.

Ecco, a cosa servirà il mirabolante drone? Innanzitutto, potrà mappare il territorio grazie a un sistema ottico composto da una telecamera ad altissima risoluzione e da un’altra a infrarossi, in grado di individuare di notte le sorgenti di calore.

Per cui, per esempio, potrà fotografare il territorio e individuare focolai di incendio con grandissima tempestività e precisione, trovare una persona sperduta nel bosco, sversamenti di liquami nei corsi d’acqua, coppiette focose appartate e tanto altro. Con il suo puntatore laser potrà poi guidare eventuali munizioni montate sul drone: ciò in caso di attacco, che so, da qualche valle ostile…

Ma c’è di più: i servizi offerti dal drone saranno accessibili a tutti i cittadini a tariffe scaglionate secondo la tipologia di servizio e di reddito, con possibilità di abbonamenti agevolati: si va per dire da € 0,99 a € 4999, naturalmente al minuto! Il drone è velocissimo ma consuma l’iradiddio di combustibile per cui, di questi tempi… Ha tuttavia anche un sistema di pannelli fotovoltaici e una piccola pala eolica che permettono risparmi considerevoli.

Tornando a noi, questa macchina volante potrà portarvi la spesa o le medicine a casa, lanciandole con estrema precisione attraverso porte e finestre, senza danno grazie a minuscoli paracadute; potrà anche provvedere all’irrigazione di campi e prati, spargere letame, fertilizzanti e fitofarmaci, pescare l’acqua dal laghetto e portarla sul luogo di un incendio, prelevare escursionisti e alpinisti in difficoltà e trasferirli a valle.

Sarà anche uno strumento di intrattenimento: le sue luci stroboscopiche, visibili a centinaia di chilometri, potranno creare inimitabili e spettacolari giochi di luce in occasione di inaugurazioni, eventi sportivi, sagre paesane, compleanni e matrimoni…

Infine, in omaggio alle recenti e ben finanziate ambizioni etnico-linguistiche delle valli e allo scopo di poter attingere ai ricchi finanziamenti in arrivo da Roma, avrà un segno di attenzione alle particolarità reto-romanze-celtico-germaniche-lombardo-venete-trentine e chi più ne ha più ne metta: a seconda di chi guarderà, il nome del drone dipinto sulla pancia cambierà, per esempio, in “Kegiàs”, “Keghjàs”, “Kegàs” e via discorrendo. San Drone… prega per noi!