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p>TRENTO. Si è conclusa con due arresti un’indagine durata circa un anno relativa al furto avvenuto alla malga di Romeno. I carabinieri della compagnia di Cles hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due uomini, padre e figlio di 59 e 33 anni, ritenuti responsabili di un colpo da circa 600 mila euro.
Il furto risale alla notte di metà aprile 2025, quando i due avrebbero approfittato dell’assenza temporanea dei gestori della struttura per introdursi nell’edificio, a quota 1.800 metri. Dopo aver forzato una finestra, i ladri avrebbero messo a soqquadro l’abitazione privata riuscendo a impossessarsi di denaro contante, gioielli, effetti personali e anche strumenti da caccia.
Determinante per l’identificazione dei sospetti è stata l’analisi delle immagini delle telecamere di sorveglianza installate lungo le strade comunali e provinciali della zona. Gli inquirenti hanno individuato il passaggio di un’auto proprio nella notte del furto: il veicolo sportivo, utilizzato dai due uomini, circolava con una targa clonata.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, alcuni degli oggetti sottratti sarebbero stati successivamente rinvenuti nell’abitazione dei due indagati, originari della provincia di Brescia.
Sulla base degli elementi raccolti, il giudice per le indagini preliminari Enrico Borrelli ha disposto la misura cautelare in carcere per i due indagati, con l’accusa di furto aggravato. L’operazione rappresenta l’esito di un’articolata attività investigativa condotta sul territorio nel corso degli ultimi mesi.
Le perquisizioni domiciliari hanno portato al sequestro di numerosi strumenti ritenuti compatibili con l’attività criminosa, tra cui visori notturni, grimaldelli, piedi di porco, ricetrasmittenti e giubbotti antiproiettile, oltre a circa 10 mila euro in contanti.

