Cronaca Trento

Grandi carnivori, nel 2025 stimati 118 orsi e 22 branchi di lupo

L’anticipazione dell’assessore Failoni al Tavolo. Monitoraggi, prevenzione e informazione

Grandi carnivori, nel 2025 stimati 118 orsi e 22 branchi di lupo

TRENTO. La popolazione di orso stimata per il 2025 in Trentino e nelle aree limitrofe è pari a 118 esemplari - piccoli dell’anno esclusi - con un intervallo di confidenza (IC) compreso tra 99 e 141 individui. Il valore riferito al 2023, secondo le stime aggiornate, era pari a 112 esemplari (IC 97-130). Per il calcolo - basato sull’indagine genetica intensiva biennale - è stata considerata un’area un po’ più ampia rispetto a quella indagata in passato e comprendente anche territori fuori provincia. Viene così descritta in maniera più puntuale l’effettiva consistenza della specie, alla luce dell’ampliamento dell’areale registrato soprattutto a partire dal 2023. Le anticipazioni del "Rapporto grandi carnivori 2025" sono state illustrate questo pomeriggio al Tavolo grandi carnivori dall’assessore provinciale alle foreste, caccia e pesca, Roberto Failoni. Il documento completo sarà pubblicato nelle prossime settimane sul sito grandicarnivori.provincia.tn.it.

Come hanno spiegato il dirigente del Servizio Faunistico Alessandro Brugnoli e il coordinatore del Settore grandi carnivori Claudio Groff, dal 2025 è stato adottato un modello di marcaggio e ricattura genetica spazialmente esplicito (cosiddetto SECR), che consente di leggere meglio la presenza degli orsi anche nelle aree periferiche e su un territorio un po’ più esteso rispetto al passato. L’area considerata comprende infatti non solo il Trentino occidentale, ma anche porzioni delle province di Brescia, Sondrio, Bolzano e Verona. In altre parole, la popolazione viene oggi stimata con strumenti più evoluti e più coerenti con la recente espansione territoriale della specie. Infatti, sul fronte della distribuzione, i maschi occupano un areale teorico di 19.375 chilometri quadrati, mentre le femmine si spostano in un territorio ampio 2.805 chilometri quadrati, con un incremento del 26% rispetto al 2024.

Si conferma dunque anche nel 2025 il progressivo aumento del territorio occupato dalle femmine, registrato a partire dal 2019. Nel 2025 i piccoli dell’anno erano stati 25 (un dato in linea con l’anno precedente, quando erano stati rilevati 26 piccoli). 

Accanto agli orsi, il Rapporto conferma la presenza strutturata del lupo, con 22 branchi certi distribuiti sull’intero territorio provinciale. Il dato segna una flessione rispetto ai 27 nuclei rilevati nel 2024, che interessa in particolare quelli localizzati nell’area di confine con l’Alto Adige, dove è possibile che almeno parte dei branchi graviti maggiormente. Confermata inoltre la presenza dello sciacallo dorato, con almeno 4 nuclei familiari e una probabile fase di espansione, mentre per la lince non si registrano segnalazioni per il terzo anno consecutivo.

I danni causati dall’orso sono stati 127 nel 2025, in calo del 32% rispetto all’anno precedente, per un valore complessivo di circa 91mila euro; si tratta di una flessione che prosegue da ormai 5 anni. Questo andamento conferma l’efficacia di una gestione sempre più puntuale. Un risultato che, con ogni probabilità, è legato al consolidamento delle misure di prevenzione sul territorio – circa 200 interventi all’anno, tra recinzioni, cani da guardiania e altri strumenti di difesa – oltre che alla rimozione degli esemplari problematici.

Diverso il quadro relativo al lupo: nel 2025 i danni attribuiti alla specie sono stati 155, con un aumento del 31% rispetto al 2024, per un valore di circa 135mila euro. Su questo dato pesa in particolare la situazione della Valsugana, dove gli allevatori sono chiamati a un impiego più intensivo degli strumenti di difesa. Va comunque detto che nel corso dell’ultimo quinquennio i danni appaiono stabili. Nel settembre 2025 è stata compiuta anche la prima rimozione gestionale di un lupo in Trentino, avvenuta in Lessinia e funzionale al contenimento dei danni.

Tra le azioni gestionali più rilevanti che proseguono figurano l’implementazione del Piano provinciale sui rifiuti, il supporto ad allevatori e pastori, la diffusione dei cani da guardiania e le attività di monitoraggio e controllo coordinate con la rete scientifica e territoriale che coinvolge, tra gli altri, Muse, Fem, Ispra, Parco naturale Adamello Brenta, Parco di Paneveggio e Pale di San Martino, Parco nazionale dello Stelvio, Associazione Cacciatori trentini, Sat e un ampio gruppo di volontari. Nel 2025, inoltre, per quanto riguarda l’orso, non si sono registrati particolari elementi di criticità, anche grazie alle azioni di controllo realizzate nel 2024.

Un capitolo importante riguarda anche la comunicazione e l’informazione ai frequentatori della montagna. Prosegue infatti la campagna attraverso spot televisivi e pubblicità sui giornali, accanto al rafforzamento della segnaletica informativa sul territorio, in collaborazione con la Sat, e alla promozione di incontri dedicati. Si aggiunge inoltre il lavoro sulla formazione del personale, con 16 iniziative che hanno coinvolto oltre 500 operatori della montagna. L’obiettivo è favorire il più possibile la conoscenza delle regole per una frequentazione consapevole del territorio.

Il Tavolo grandi carnivori è stato anche l’occasione per aggiornare i partecipanti sui dati relativi al primo trimestre del 2026. In questa fase si sono registrate relativamente poche segnalazioni di orso. Per quanto riguarda gli esemplari muniti di radiocollare, si registra la ripresa dell’attività di un’orsa in Val dei Laghi (F7) ad inizio marzo, mentre F89 - attiva da metà marzo in Val di Sole - si è sfilata il radiocollare. Infine, sono 10 i lupi trovati morti nel periodo compreso tra gennaio e marzo 2026, di cui 7 a causa di investimento, mentre per 3 esemplari le cause sono ancora in fase di accertamento.