RABBI. “Siamo abituati all'idea che le farfalle siano insetti diurni, ovvero che volino e siano attivi solo durante il giorno. In realtà alcune farfalle sono notturne e vengono chiamate falene o lepidotteri eteroceri (alcune falene possono volare anche di giorno, ma la maggior parte vola solo di notte o al crepuscolo)”. Il Parco Nazionale dello Stelvio - Trentino, come racconta sulla propria pagina Facebook, nell'ambito del monitoraggio degli insetti impollinatori voluto dal Ministero - MASE- ed in collaborazione con il CREA, Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, di Cosenza, dallo scorso anno, oltre alle api, alle farfalle diurne (lepidotteri ropaloceri) e ad altri insetti impollinatori (sirfidi e altri apoidei), ha iniziato a monitorare anche le falene.
Le falene vengono monitorate attraverso delle apposite trappole luminose a LED UV, in quanto la maggior parte di esse volando al crepuscolo o di notte sono attratte dalle fonti luminose. Il monitoraggio viene fatto in Val di Rabbi ed attualmente sono attive due trappole, poste in siti scelti in base alla composizione dell’ambiente (prati-pascoli, in prossimità dell’inizio del bosco) e dell’altitudine (uno a circa 2.000 m. s.l.m. e uno a circa 1.400 m. s.l.m.), per campionare due zone a quote diverse e verificare la differente presenza delle varie specie nell’uno e nell’altro sito.
Il monitoraggio dura una notte, viene effettuato ogni mese, dall'inizio della bella stagione fino all'autunno e si fa durante il periodo di novilunio, ovvero di maggiore oscurità notturna.
Quest'anno, alle quote più basse, abbiamo iniziato il campionamento ad aprile, un po' prima rispetto allo scorso anno, per contattare anche le specie primaverili.

