TRENTO. Upipa replica con un comunicato alle dichiarazioni di Familiari Rsa_Unite Aps. Upipa chiarisce – ancora una volta – la propria posizione in merito ai modi e ai toni di tale associazione.
“Ancora una volta – si legge nel comunicato - vengono formulate accuse generiche: non si dice cosa, quando, dove succederebbero i fatti denunciati. Una strategia comunicativa molto comoda ma subdola, decisamente diffamatoria per il lavoro di direttori, presidenti, medici, infermieri, oss, volontari, lavoratori dei lavori socialmente utili e – non ultimi – degli altri familiari.
Upipa e le 42 Apsp che la compongono (50 le Rsa totali) è in costante comunicazione con i familiari. Familiari che sono rappresentati da 50 comitati (1 per ogni Rsa) previsti dagli statuti ed eletti con mandati solitamente triennali.
Recentemente, all’indomani del rinnovo di molti dei comitati, è stata organizzata anche una partecipata riunione con tutti i rappresentanti trentini: riunione che è stata utile per discutere degli incontri di formazione – dedicati proprio ai familiari - organizzati capillarmente sul territorio nello scorso anno e per pianificare quelli del prossimo anno.
Incontri ai quali – va detto - l’Associazione non ha mai partecipato attivamente, anche se non possiamo escludere che qualche socio sia intervenuto in forma personale.
Da tutti gli incontri organizzati, non emerge riscontro di quanto denunciato da Familiari Rsa_Unite Aps.
E pare emergere dunque, con grande forza, la differenza tra chi vive realmente le strutture e tale Associazione: lo dimostrano i contenuti opposti tra il comunicato dell’Associazione e quello che dicono i rappresentanti eletti dei familiari, non ultimi il comitato di Taio che si è espresso con chiarezza nella sua recente lettera.
Prendiamo fortemente le distanze da questa denunciata “paura” di segnalare gli episodi problematici alle direzioni e ai cda: in tal senso i percorsi di partecipazione sono – al contrario – continui; i rappresentanti dei familiari sono presenti in tutte le strutture e sono coinvolti nelle decisioni più importanti.
I rappresentanti dei familiari rappresentano, elettivamente, 4500 residenti e quindi altrettante famiglie. È del tutto palese la sproporzione numerica con un’associazione che conta – leggiamo dal giornale – 140 soci. Va aggiunto un elemento importante: di questi 140, molti non hanno nemmeno più il parente in struttura, per cui viene da chiedersi quali informazioni abbiano, quando siano stati per l’ultima volta in rsa, che dialogo abbiano con le direzioni, coi presidenti, coi lavoratori, coi residenti e con gli altri familiari.
Certo è che – è la conclusione - dopo alcuni incontri avvenuti anni fa in sede e sollecitati proprio da Upipa, che avevano instaurato un più proficuo dialogo, con l’Associazione da tempo il confronto è venuto meno e sempre più spesso leggiamo le sue prese di posizione direttamente sulla stampa.
Con riferimento specifico a Taio, chiediamo pubblicamente se l’Associazione abbia qualuno dei suoi soci all’interno di quella Apsp e, se ci sono, come mai questi non abbiano mai parlato con presidente, direttore o comitato dei familiari. Li invitiamo a palesarsi e li invitiamo – di nuovo – anche in sede Upipa, per instaurare un rinnovato dialogo basato sul confronto democratico e sulla reciproca fiducia”.

