Cronaca 

Apt Val di Sole, tra Fantelli e Rizzi un terzo gode?

I due entrano in cda come leader dei rispettivi schieramenti, ma potrebbe emergere anche una terza via per ricomporre fratture trasversali

MALÉ. Un consiglio di amministrazione che riflette tensioni e fratture. La nuova composizione del cda dell’Azienda per il turismo della Val di Sole parte dai cinque membri indicati dai Comuni - Michele Bertolini per Vermiglio, Marco Panciera per Dimaro Folgarida, Giacomo Redolfi per Mezzana, Luca Veneri per Peio e Laura Marinelli per Ossana - e dai due rappresentanti di diritto delle associazioni di categoria, Sara Moreschini per Asat e Mirco Pangrazzi per Unat. E prende forma con i membri espressione del comparto privato eletti in assemblea: Davide Panizza, Cristian Gasperi, Aldo Bordati, Serena Casna, Ennio Pangrazzi e Simone Pegolotti. Sotto i riflettori, i due contendenti alla presidenza: Luciano Rizzi, alla guida di Apt, e Alessandro Fantelli, assessore al turismo del Comune di Dimaro Folgarida e operatore nel settore outdoor.

Dall’assemblea, riunitasi nel tardo pomeriggio di ieri nella sala della Comunità della Valle di Sole, emerge un quadro di sostanziale equilibrio, tra la spinta alla continuità e la crescente domanda di cambiamento. Da un lato Rizzi, che porta a casa l’elezione di cinque consiglieri a lui riconducibili, più Peio; dall’altro Fantelli, che fino a ieri poteva contare su un fronte che comprende tre dei cinque sindaci designati (Dimaro Folgarida, Ossana, e Mezzana) e il sostegno delle categorie.

In questo scenario, il ruolo di Davide Panizza (dato in quota Fantelli) e quello del Comune di Vermiglio potrebbero rivelarsi determinanti, diventando il vero ago della bilancia. Sarà tuttavia il nuovo cda, chiamato a riunirsi nei prossimi giorni, a esprimere il presidente. E non è affatto detto che, tra Fantelli e Rizzi, il consiglio non scelga di imboccare una terza via. Se da un lato sembra emergere una diffusa volontà di rinnovamento, dall’altro a incarnare questo desiderio potrebbe essere chiamato un terzo contendente. Una soluzione salomonica, se vogliamo, capace di ricomporre fratture che, mai come in questa occasione, appaiono profonde e trasversali: tra i sindaci, all’interno delle stesse giunte, nelle associazioni di categoria e persino in assemblea. Chi vi ha partecipato, ieri sera, ha potuto percepire chiaramente la tensione e raccogliere malumori, divisioni e spaccature che, ormai, si contano un po’ dappertutto.

Ma ripercorriamo il clima dell'assemblea. L’atmosfera, fin da subito, è tesa, densa di attesa. La sala gremita, il brusio è quello delle grandi occasioni. L’assemblea si apre con un’ora di ritardo, complice il protrarsi delle operazioni di registrazione: in sala si contano 113 soci, pari a oltre il 98% della rappresentanza sociale. Un dato che, più di ogni parola, restituisce il peso della partita in gioco.

Non manca la tensione tra i due e qualche stoccatina. «Oggi non rinnoviamo solo un cda: scegliamo il futuro dell’Apt Val di Sole» dichiara Fantelli, presentando la sua candidatura e la squadra che lo sostiene. Riconosce solidità nei risultati raggiunti, ma sottolinea al contempo una distanza crescente dagli operatori e la necessità di una maggiore apertura. «Serve un cambio di metodo – afferma – più ascolto, equilibrio e partecipazione». Dall’altra parte, Luciano Rizzi rivendica con fermezza il lavoro svolto in oltre un decennio alla guida dell’ente. «Il rinnovamento è giusto chiederlo – osserva – ma sono stato votato ogni tre anni. Se guardiamo all’approvazione del bilancio di oggi, votato all’unanimità, sembra che non ci sia poi molto che non va». Rivendica presenza, passione e trasparenza, elementi che, a suo dire, hanno accompagnato un percorso di crescita tangibile. In apertura di assemblea, lo stesso Rizzi traccia un bilancio che va oltre l’ultimo esercizio, configurandosi come una vera e propria relazione di mandato. Al centro, la trasformazione organizzativa dell’Apt, passata da un modello tradizionale a una DMO evoluta, articolata in tre aree funzionali interconnesse. «Stiamo cambiando pelle – sottolinea – per rispondere a un turismo che chiede sempre più qualità, autenticità e professionalità».