TRENTO. “Non voterò quindi quando arriverà in aula la mozione sui ladini nonesi, non fa del resto parte del programma amministrativo di coalizione”. Così l’assessore regionale alle minoranze linguistiche Luca Guglielmi ha replicato, in sede di seduta d’aula dedicata ai gruppi linguistici minoritari, alle prese di posizione sulla “ladinità nonesa” avanzate dai consiglieri provinciali d’area Paola Demagri e Daniele Biada. In particolare, Demagri aveva sottolineato come “queste lingue che hanno saputo attraversare i tempi devono essere tutelate in modo sostanziale e concreto.
Salvaguardarle non significa creare differenze, ma riconoscerne la preesistenza e far sì che le istituzioni le accompagnino per crescere. Le minoranze linguistiche dovrebbero essere alleate tra loro, estendere quindi il riconoscimento anche alle minoranze retiche nonese, passaggio che non toglierebbe nulla a ladini, mocheni e cimbri”. Parole alle quali Biada ha aggiunto una difesa della mozione presentata due mesi fa, con la stessa Demagri, e che si limita a chiedere di procedere negli studi sulla antica lingua nonesa, sulla scorta di 100 mila euro di stanziamento già in bilancio statale”.
Ai due consiglieri nonesi Guglielmi ha ribadito: “A Biada e Demagri dico che i gruppi linguistici da tutelare giuridicamente sono quelli vivi e parlanti oggi e forti nello stesso tempo di una lunga e continuativa tradizione Oggi in val di Non pochi parlano questa lingua che negli ultimi anni è stata rispolverata come fatto culturale. Non voterò quindi quando arriverà in aula la mozione sui ladini nonesi, non fa del resto parte del programma amministrativo di coalizione”.

