TRENTO. Il Trentino e il mondo della cultura piangono la scomparsa di Michele Lanzinger, figura centrale nella storia recente del MUSE – Museo delle Scienze di Trento e tra i protagonisti più autorevoli del panorama museale italiano ed europeo. Il presidente e il consiglio di amministrazione del MUSE, insieme alla direzione, al comitato scientifico e all’intera comunità del museo, si stringono alla moglie Giuliana, ai figli Sofia e Leonardo e ai familiari, ricordando non solo un direttore, ma un visionario capace di cambiare il destino di un’istituzione.
Lanzinger, geologo e paleoantropologo, ha guidato il museo dal 1992 al 2024, accompagnandolo in una metamorfosi che ha segnato un’epoca. Sotto la sua direzione, il Museo Tridentino di Scienze Naturali ha assunto una nuova identità, diventando il MUSE, un luogo capace di coniugare rigore scientifico, architettura d’avanguardia, partecipazione e un dialogo costante con il territorio. La nuova sede progettata da Renzo Piano, inaugurata nel 2013, è stata il simbolo più evidente di questa trasformazione: un museo aperto, luminoso, pensato per raccontare la scienza come esperienza condivisa e accessibile.
La sua visione ha portato il MUSE ai vertici europei, rendendolo un punto di riferimento internazionale.
Un riconoscimento testimoniato anche dai prestigiosi incarichi ricoperti negli anni: presidente di ICOM Italia, presidente di ANMS, membro dei comitati direttivi di ECSITE e ICOM Europe, promotore del progetto nazionale Musei dei Futuri Network. La sua inesauribile curiosità intellettuale e la capacità di leggere in anticipo le trasformazioni della società hanno ispirato generazioni di museologi, ricercatori e divulgatori.
Il cordoglio per la sua scomparsa attraversa oggi le istituzioni trentine. Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, lo ricorda come “uno scienziato di straordinario valore e un visionario capace di trasformare radicalmente il modo di fare divulgazione nel nostro Paese”. L’assessora alla cultura Francesca Gerosa sottolinea invece la sua “rara capacità di costruire relazioni e progettualità condivise”, qualità che avevano portato la Giunta ad affidargli di recente la presidenza del Conservatorio “F.A. Bonporti” di Trento e Riva del Garda.
Accanto alla carriera scientifica, Lanzinger ha coltivato per tutta la vita una profonda passione per la musica.
Diplomato in viola nel 1979, ha suonato in orchestre giovanili e professionali, collaborando con realtà come il Teatro La Fenice di Venezia e l’orchestra trentina “Continuum Novecento”. È stato presidente fondatore dell’associazione “I Filarmonici” e componente del Consiglio di amministrazione dell’Orchestra Haydn, portando anche nel mondo musicale la sua capacità di visione e servizio alla comunità.
Oggi, al MUSE, colleghi e collaboratori ricordano un leader autorevole ma sempre disponibile all’ascolto, una guida capace di unire rigore e umanità, un instancabile generatore di idee. La sua passione contagiosa per la conoscenza, la sua fiducia nel ruolo pubblico dei musei e la sua capacità di immaginare il futuro resteranno un’eredità preziosa per il Trentino e per il mondo della cultura.
“Lanzinger ha saputo coniugare mirabilmente il rigore della scienza con la sensibilità dell’arte e della musica”, ha concluso Fugatti. Alla sua famiglia e a tutti coloro che hanno condiviso con lui un tratto di strada va l’abbraccio commosso della comunità trentina.

