TRENTO. Il Muse apre una riflessione sulle trasformazioni ambientali che stanno cambiando fiumi e laghi di alta quota, mettendo in dialogo creatività artistica e ricerca scientifica. Venerdì 10 luglio alle 18, a Palazzo delle Albere, inaugura la Project Room del progetto europeo S+T+Arts Aqua Motion, che attraverso le opere di tre artisti internazionali immagina nuovi modi di affrontare l’emergenza idrica e di leggere le pressioni antropiche sulle acque montane. Il percorso è iniziato a maggio alla Biennale di Venezia con l’evento collaterale “Ronald Ventura: Luna”, dedicato al legame tra la laguna e l’ecosistema acquatico di Malabon, nelle Filippine. Ora prosegue con la Project Room che presenta i lavori di Salomé Bazin, Micol Grazioli e David Rickard, artisti in residenza al MUSE nell’ultimo anno.
Fino al 13 settembre 2026 il pubblico potrà esplorare prototipi, materiali di ricerca e opere in progress dedicate alla gestione e alla tutela dell’acqua.
Tre le sfide affrontate: “The River’s Voice” di Rickard, che indaga il rapporto tra Trento e il fiume Adige; “Waterbodies” di Bazin, che propone un approccio One Health al monitoraggio della qualità dell’acqua; “The Rain Paths” di Grazioli, che esplora nuove strategie di raccolta idrica nelle Alpi in risposta al ritiro dei ghiacciai.
Il programma continua il 15 e 16 luglio con la settima tappa della Zattera della Medusa, performance del collettivo Cassata Drone Expanded Archive: una processione ecologica attraverserà il quartiere Le Albere e, il giorno seguente, risalirà il Bondone fino alla Terrazza delle Stelle.
A chiudere, il 9 settembre, la performance “The Choreography of Water” della coreografa Simona Deaconescu, realizzata site specific al MUSE e proposta in due repliche, serale e all’alba.
Il percorso condurrà infine alla grande mostra “Water Flow”, organizzata da MUSE e Mart, che dal 9 ottobre racconterà il rapporto tra esseri umani e acqua attraverso l’intreccio tra arte e scienza.

