TRENTO. “Ho depositato, nei giorni scorsi, un'interrogazione per chiedere alla Giunta provinciale se, nella predisposizione del secondo bando dedicato alla rivitalizzazione delle aree geografiche a rischio di abbandono, siano stati recepiti gli indirizzi approvati dal Consiglio provinciale con l'ordine del giorno n. 207, di cui sono primo firmatario”. Così il consigliere provinciale Daniele Biada (FdI), che prosegue: “Il documento impegnava infatti la Giunta a valutare l'introduzione di un limite di età anche per i richiedenti non residenti.
Si tratta di un tema – aggiunge Biada - che considero prioritario e che si inserisce nel più ampio impegno che la Provincia sta portando avanti sulle politiche per la casa. Nell'assestamento di bilancio che andiamo a trattare nei prossimi giorni, sono previste nuove misure per favorire l'accesso all'abitazione e sostenere le famiglie. È quindi importante che tutti gli strumenti adottati perseguano con coerenza lo stesso obiettivo: contrastare lo spopolamento e rafforzare la presenza stabile di giovani e famiglie nei territori montani.
È fondamentale che le risorse pubbliche debbano essere orientate verso chi sceglie di costruire un progetto di vita duraturo nelle nostre comunità.
Il contributo deve rappresentare un'opportunità concreta per tanti giovani che decidono di restare nei propri paesi, pur sapendo che vivere nelle aree più periferiche comporta sacrifici quotidiani legati alla distanza dai principali centri della provincia, dai servizi, e alle opportunità di lavoro”.
“È giusto incentivare – prosegue il consigliere - anche chi decide di trasferire la propria residenza in questi comuni, contribuendo a dare nuova vitalità ai territori. Attualmente però, per accedere al contributo è previsto un’età massima di 45 anni per i residenti, mentre per i non residenti non esiste alcun limite anagrafico. Una differenza che, a mio avviso, merita una riflessione, perché il contributo deve restare coerente con l'obiettivo di favorire nuovi insediamenti stabili e il rilancio demografico delle comunità”.
“Non si tratta di escludere qualcuno – è la conclusione - ma di rendere la misura sempre più efficace nel sostenere chi sceglie di vivere, lavorare e costruire il proprio futuro nelle nostre valli. Con questa interrogazione chiedo quindi di verificare se l’indirizzo, approvato con il mio ordine del giorno a dicembre 2025, sia stato recepito nel secondo bando.
Qualora non fosse stato introdotto un limite di età per i non residenti che intendono accedere a contributi per acquistare e ristrutturare immobili nelle zone in via di spopolamento, ritengo importante che venga stabilita nei prossimi bandi, nel rispetto della volontà espressa dal Consiglio Provinciale. Solo così si ha equità di trattamento tra la popolazione, si rende questa misura veramente efficace e si limita la possibilità di favorire speculazioni”.
