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Mezzolombardo saluta Vincenzo Lombardi

Originario di Napoli, aveva 93 anni

Mezzolombardo saluta Vincenzo Lombardi

MEZZOLOMBARDO. All'età di 93 anni è finita l'avventura terrena di Vincenzo Lombardi, napoletano di nascita ma trentino d'adozione. Nato nel 1933 a Frattamaggiore, ha intrapreso in gioventù la carriera nella guardia di finanza. Girovagò quindi in parecchie sedi, tra le quali Dongo, sul lago di Como. Poi la decisione di congedarsi e l'arrivo a Mezzolombardo quale impiegato nella sede locale dell'intendenza di finanza. Seguì quasi subito la decisione di iscriversi all'Isef e alla fine degli studi l'inizio dell'avventura lavorativa quale professore di ginnastica, fino a metà anni ottanta quando arrivò il momento della pensione. È stato un professore benvoluto dai suoi allievi per il suo carattere socievole e altruista. Un amico, oltre che professore. Lo ha ricordato con affetto, all'inizio della cerimonia funebre nella chiesa parrocchiale, il suo allievo nonché amico Danilo Devigili che nel suo intervento ha descritto Vincenzo Lombardi quale suo “padre putativo”.

“Posso solo immaginare – ha detto Devigili – la meraviglia dei nostri concittadini, che lo videro arrivare da Napoli, tanti anni fa, quando decise che quassù in Trentino era il posto dove voleva vivere. Arrivò con il suo accento inconfondibile, con quella gestualità che allora nessuno capiva, con una visione del mondo che non stava nei nostri codici. E invece che smarrirsi tra queste montagne così diverse dal suo mare, dalle sue voci, dalle sue piazze, Enzo ci contaminò con la cultura della sua amata cità. La montagna non lo cambiò, ma lo arricchì. Diventò il sud che insegna al nord l'arte di vivere. Ci fece salire sulle montagne per vedere cosa c'era oltre. Per lui vivere significava trovare soluzioni che nessun altro vedeva. Significava guardare chi era in difficoltà e non chiedere “è affar mio?” ma agire”. E qui Devigili ha accennato a un episodio raccontatogli di prima mano dal suo mentore, riferito a quando, da militare della guardia di finanza, ebbe l'ardire di spostare i cippi di confine tra l'Italia e la Svizzera “per salvare i commilitoni dal carcere.

Con la stessa naturalezza con cui il napoletano modifica le regole quando serve a salvare qualcuno”. Perché Vincenzo Lombardi non era uno che stava a guardare, ma agiva. “Preparava minestroni per artisti in crisi. Quel minestrone che sa di casa, che sa di cura, che sa di ti voglio bene detto senza parole”. Un napoletano ormai trentino a cui era difficile non voler bene. Il professor Lombardi è alla fine dei suoi giorni terreni serenamente, dopo una lunga vita vissuta intensamente ed empaticamente. Nel 1969 si sposò con Maria Cipolla, di Borgo Valsugana, insegnante, deceduta alcuni anni fa. Dalla loro unione sono nate Alessandra, Francesca e Maddalena. “Grazie Enzo – ha concluso Devigili – per averci insegnato che si può portare il sole ovunque senza smettere di essere se stessi. Che si può essere un ponte tra due mondi. Che la vera creatività è quella che fa del bene”.