INNSBRUCK. Rafforzare la collaborazione istituzionale e valorizzare il ruolo dei territori di confine nella costruzione di un’Europa più coesa. Questi gli obiettivi condivisi negli appuntamenti di Innsbruck a cui ha partecipato il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, assieme al presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher, e al Capitano del Tirolo, Anton Mattle, nell’ambito del meeting dei capi di Stato dei Paesi di lingua tedesca, dedicato al tema “Coesione in Europa”. All’incontro hanno partecipato i capi di Stato di Belgio, Germania, Liechtenstein, Lussemburgo e Svizzera, insieme ai rappresentanti di Tirolo, Alto Adige-Südtirol e Trentino. Un appuntamento promosso dal presidente federale austriaco Alexander Van der Bellen, che ha invitato gli omologhi nella sua terra natale, il Tirolo.
Davanti alla Hofburg si è tenuto il ricevimento secondo la tradizione regionale, con le formazioni d’onore delle associazioni tradizionali tirolesi.
“Essere a Innsbruck, in occasione di un evento di rilievo internazionale - sottolinea Fugatti - significa rafforzare una collaborazione istituzionale che per il Trentino ha un valore particolare. Il rapporto con i territori oltre confine appartiene alla nostra storia, ma è soprattutto una relazione che vogliamo continuare a costruire nel presente. In questo senso, l’Euregio, che unisce Trentino, Alto Adige-Südtirol e Tirolo, rappresenta un modello di convivenza e di amicizia fra i popoli, un ideale per i nostri territori alpini ma anche per l’Europa intera”.
Il tema della collaborazione assume un significato particolare alla vigilia del 5 settembre, Giornata dell’Autonomia, che quest’anno celebra gli 80 anni della Repubblica italiana e dell’Autonomia speciale del Trentino-Alto Adige/Südtirol, le cui basi furono poste dall’accordo tra il primo ministro italiano Alcide De Gasperi e il ministro degli Esteri austriaco Karl Gruber nelle trattative di pace di Parigi.
“L’Autonomia è un laboratorio che guarda alle sfide dell’attualità - conclude Fugatti -. Non è un privilegio, ma una responsabilità e un cantiere sempre aperto. Essere autonomi significa assumere responsabilità sul proprio territorio, ma anche saper collaborare con chi ci sta vicino. Significa costruire relazioni, condividere esperienze e fare fronte comune sui temi che riguardano da vicino i cittadini e le nostre comunità”.

