VAL DI SOLE. Ci sono almeno tre parole che riescono a raccontare bene il Mondiale di mountain bike, ospitato in Val di Sole dal 26 al 30 agosto 2026: spettacolarità, organizzazione e atmosfera. Tre dimensioni diverse, ma profondamente legate tra loro, che alla fine si traducono in altrettante sensazioni: la soddisfazione, l’orgoglio e l’entusiasmo per aver visto ancora una volta questo territorio misurarsi con il palcoscenico internazionale e uscirne a testa alta.
La soddisfazione è innanzitutto quella per un Mondiale che ha regalato emozioni agonistiche a elevato tasso di adrenalina. Gare combattute, sorpassi, recuperi e finali capaci di tenere il pubblico con il fiato sospeso. Come quello del cross country, con Tom Pidcock protagonista di una rimonta straordinaria: partito dalle retrovie, il britannico è riuscito a recuperare posizione dopo posizione fino a conquistare la vittoria.
Poi c’è l’orgoglio. Quello di una Val di Sole che, dopo i Mondiali del 2008 e del 2021, ha dimostrato di possedere ormai competenze e capacità organizzative consolidate. Il terzo appuntamento iridato non è stato semplicemente una replica dei precedenti, ma la conferma di una macchina capace di crescere, affinarsi e affrontare ogni dettaglio con la precisione necessaria a un evento di questa portata. Dall’accoglienza dei tifosi alla gestione dei percorsi, dal disegno e dalla preparazione dei tracciati alla programmazione degli eventi collaterali, tutto ha contribuito a costruire un Mondiale riconoscibile non soltanto per la qualità delle competizioni, ma anche per la capacità del territorio di trasformare una manifestazione sportiva in un’esperienza.
A moltiplicarne la forza è stata anche una produzione televisiva internazionale di altissimo livello, che ha unito professionalità, tecnologia e creatività per restituire al pubblico una Val di Sole inedita e spettacolare. Le immagini, realizzate da Gravity Media Italy, Nitida Immagine e Movicom, hanno raccontato la velocità e l’adrenalina del downhill, la fatica e la tensione del cross country, la tecnica dei passaggi più impegnativi e, allo stesso tempo, la maestosità delle montagne, costruendo un racconto televisivo dal forte impatto visivo. Un risultato reso possibile da una squadra di operatori d’eccellenza, supportata da una dotazione tecnologica all’avanguardia, come cablecam, droni FPV e Gimmy.
E infine c’è l’entusiasmo. Quello dei tifosi, presenti ovunque lungo i tracciati del downhill e del cross country, capaci di creare una cornice sonora e umana che ha accompagnato gli atleti in ogni fase delle gare. Quello delle centinaia di volontari, diventati il volto più autentico dell’accoglienza, pronti a dare una mano e a regalare un sorriso. E quello del Comitato organizzatore, che per mesi ha lavorato, preparato e studiato ogni aspetto dell'evento, trasformando la complessità di un appuntamento iridato in un sistema collaudato capace di funzionare con efficienza.
Un risultato confermato anche dalle parole di numerosi osservatori internazionali che hanno seguito da vicino il Mondiale e ne hanno apprezzato la qualità. Dopo i riconoscimenti dall’UCI, è arrivato anche quello di Michel Callot, presidente della Federazione ciclistica francese e presidente del Super Mondiale che la Francia ospiterà nel 2027.
In un messaggio inviato al presidente del Comitato Grandi Eventi Luciano Rizzi, Callot ha espresso i suoi “sinceri ringraziamenti” per l’ospitalità e la calorosa accoglienza ricevute. “Marie-Françoise Potereau, vicepresidente della Federazione Ciclistica Francese, ed io siamo rimasti molto colpiti dalla qualità dell'organizzazione durante tutto il nostro soggiorno, così come dalle numerose attenzioni che abbiamo ricevuto” ha scritto Callot, sottolineando in particolare l’ospitalità, la disponibilità dei team organizzativi e l’atmosfera cordiale che ha accompagnato l’evento. E ancora, il riconoscimento per la qualità delle competizioni e per “il notevole impegno dei volontari e dei partner”, elementi che, secondo il presidente francese, hanno contribuito in maniera determinante al successo dei Campionati.
Per Luciano Rizzi, sono parole che hanno un peso particolare. “I complimenti arrivati da lui - sottolinea - rappresentano il massimo riconoscimento per il lavoro che è stato fatto”.
Il Mondiale della Val di Sole appena concluso può essere letto come una prova generale per il futuro. Nel 2031 il Trentino tornerà infatti a essere protagonista con il Super Mondiale, una sfida ancora più ambiziosa che porterà in provincia ben venti discipline ciclistiche. Il prossimo appuntamento è già all’orizzonte.


