Società Val di Non

Dare voce alla salute mentale

Al CFP Enaip di Cles l’ascolto diventa consapevolezza

Dare voce alla salute mentale

CLES. Da anni il Cfp Enaip di Cles è impegnato nel promuovere la sensibilizzazione sul tema della salute mentale, nella convinzione che conoscere, comprendere e ascoltare siano passi fondamentali per superare pregiudizi e costruire una comunità più accogliente e consapevole. Attraverso incontri e interventi in aula e partecipando all’esperienza della Biblioteca Vivente, promossa dal Centro di salute mentale di Cles, la scuola offre agli studenti occasioni preziose per avvicinarsi a una realtà spesso poco conosciuta, ma che riguarda da vicino le vite di tante persone. Incontrare, ascoltare e confrontarsi permette di guardare oltre gli stereotipi, dando spazio alle storie, alle emozioni e alle esperienze di chi vive o ha vissuto momenti di fragilità. Il tema è al centro anche di iniziative promosse sul territorio, come il convegno «Contrastare lo stigma attraverso i diritti», tenutosi a Rovereto il 9 ottobre scorso, dove si è rinnovata l’importanza di parlare di benessere psicologico, superare i pregiudizi e creare momenti di incontro e confronto, soprattutto con i più giovani.

In questa occasione sono stati proprio alcuni studenti del Cfp Enaip di Cles, che negli anni passati hanno partecipato a queste iniziative, a scegliere di fare un passo in più: raccontarsi attraverso alcune interviste, condividendo il proprio vissuto e le riflessioni maturate grazie a queste esperienze.

Le loro testimonianze hanno un valore speciale, perché nascono dalla volontà di far comprendere quanto sia importante parlare di salute mentale anche a scuola, creare occasioni di incontro e offrire ai ragazzi la possibilità di conoscere una realtà che non deve fare paura né essere motivo di vergogna.

Dare voce a queste esperienze significa ricordare che dietro ogni storia c’è una persona, con le proprie difficoltà, le proprie risorse e il proprio bisogno di essere ascoltata e compresa. Significa anche riconoscere che la scuola non è soltanto un luogo di apprendimento, ma uno spazio in cui si può crescere insieme, imparando il rispetto, l’empatia e l’attenzione verso gli altri.

Perché parlare di salute mentale non significa parlare soltanto di difficoltà, ma soprattutto di persone, di relazioni e della possibilità di sentirsi meno soli.

E se anche una sola testimonianza può aiutare qualcuno a comprendere meglio, a superare un pregiudizio o a trovare il coraggio di chiedere aiuto, allora il messaggio che la nostra scuola porta avanti da anni avrà raggiunto il suo obiettivo più importante.

“Un ringraziamento speciale - conclude il direttore Luca Branz - va alle professioniste del Centro di Salute Mentale di Cles, che ogni anno accompagnano gli studenti in questo percorso, proponendo interventi sempre nuovi, capaci di coinvolgere i nostri ragazzi con sensibilità, creatività e attenzione. La loro disponibilità e la capacità di trovare modalità originali per avvicinare i giovani a un tema così delicato rappresentano un contributo prezioso; grazie a loro, la salute mentale trova spazio nelle nostre aule non soltanto come argomento da affrontare, ma come occasione per ascoltare, riflettere e imparare a guardare gli altri senza pregiudizi”.