Cronaca Trento

Una nuova sede per la Scuola provinciale cani da ricerca e catastrofe

L’assessora Zanotelli: ‘Dietro ogni emergenza ci sono uomini e donne che scelgono di esserci’

Una nuova sede per la Scuola provinciale cani da ricerca e catastrofe

TRENTO. Fiuto, addestramenti e lavoro di squadra sono gli strumenti con cui le unità cinofile operano nella ricerca di persone disperse. La Scuola provinciale cani da ricerca e catastrofe, ha inaugurato ieri sera la nuova sede in via Zambra 6, un nuovo spazio a supporto dell’attività dei suoi 35 soci: 14 unità cinofile operative, 8 in formazione e 6 aspiranti, affiancate da volontari che si occupano del supporto organizzativo. All’inaugurazione - inserita nel programma della Settimana della Protezione civile - sono intervenuti il presidente della “Scuola” Lorenzo Pezzei, l’assessore provinciale e coordinatrice della Commissione Protezione civile della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome Giulia Zanotelli e il dirigente del Servizio Prevenzione rischi e Cue Bruno Bevilacqua. “Le unità cinofile svolgono un compito delicato, che richiede un impegno costante e una preparazione specifica. La nuova sede è un investimento concreto nel lavoro dei volontari e nella capacità del Trentino di rispondere alle richieste di intervento” sono state le parole dell’assessore Zanotelli, che nel portare il saluto del presidente Maurizio Fugatti ha osservato come sia “importante ricordare che dietro ogni operazione c’è una comunità di persone che sceglie di esserci, anche quando il proprio impegno richiede sacrifici personali e familiari.

Il nostro impegno come istituzioni è avvicinare bambini e ragazzi alla Protezione civile, far conoscere il lavoro delle diverse componenti e trasmettere i valori del volontariato”.

La nuova sede mette a disposizione una sala corsi per la formazione tecnica, anche sull’utilizzo del Gps e sulle manovre di primo soccorso, oltre a un magazzino ed a un cucinino. Un passo importante per una realtà che, dal 1980, rappresenta una componente specialistica del sistema di Protezione civile trentino. Nell’occasione, il presidente Pezzei ha rivolto un ringraziamento alla Protezione civile dell’Ana (Nu.Vol.A.), che in precedenza le ha messo a disposizione i propri spazi.

Nel 2025 la Scuola ha registrato 60 attivazioni complessive, di cui 49 interventi e 11 allerte rientrate in tempi brevi. Le 14 unità cinofile operative della Scuola sono state impiegate complessivamente 135 volte nelle attività di ricerca, con una durata media di circa cinque ore per intervento. A queste operazioni si aggiungono ogni anno una ventina di dimostrazioni ed esercitazioni. La formazione è un’attività costante, con due appuntamenti settimanali e un totale di circa 450 ore di addestramento all’anno.

“Per noi è fondamentale verificare ogni anno l’operatività delle unità cinofile, perché la preparazione deve essere costante. Questa sede ci aiuta a organizzare meglio le attività e a continuare a investire sulla formazione, che è la base per poter intervenire quando qualcuno ha bisogno di aiuto” ha spiegato il presidente Pezzei.

“Dietro ogni intervento c’è un lavoro che non si vede, fatto di ore di addestramento, sacrifici personali e tempo sottratto alla famiglia. I volontari della Scuola cani da ricerca e catastrofe aggiungono questo impegno alla loro vita quotidiana, con una dedizione straordinaria” ha sottolineato il dirigente Bevilacqua, che ha portato il saluto del dirigente generale del Dipartimento Protezione civile, foreste e fauna.

Le unità cinofile della Scuola sono specializzate in tre ambiti: ricerca di superficie, mantrailing (ossia molecolare) e ricerca su macerie. Nella ricerca di superficie, il cane lavora nell’area assegnata per individuare l’odore umano, contribuendo a circoscrivere la zona in cui potrebbe trovarsi la persona dispersa. Il mantrailing si basa invece sulla capacità del cane di seguire la traccia olfattiva di una persona specifica, utilizzando un oggetto che ne conserva l’odore, chiamato testimone. La ricerca su macerie richiede infine una preparazione specifica per operare in scenari complessi, dove è necessario individuare eventuali persone intrappolate.

Diventare operativi richiede almeno due anni di addestramento. La Scuola accoglie cani giovani, generalmente non oltre i sei mesi di età all’inizio del percorso, per accompagnarli nella formazione fin dalle prime fasi di vita.