CLES. Rendere il territorio realmente accessibile, superando i tradizionali confini dell’inclusione per garantire a chiunque la piena fruizione di luoghi, esperienze e relazioni. È questo il cuore del percorso formativo svoltosi nelle mattinate del 19 e del 26 ottobre a Cles, presso la sede della cooperativa sociale GSH. L’iniziativa nasce come risposta a una sinergia strategica tra il Parco Naturale Adamello Brenta e la stessa cooperativa sociale GSH, attivata su sollecitazione della rete dei Distretti territoriali: Val di Non, Val di Sole, Val Rendena, Valli Giudicarie Esteriori, Valle del Chiese e Altopiano della Paganella.
Una rete multidisciplinare per l’accesso universale
Le due intense mattinate hanno visto la partecipazione di 23 iscritti, a testimonianza di una forte volontà di fare rete tra settori diversi. Accanto a un cospicuo gruppo di operatori del Parco Naturale Adamello Brenta, hanno preso parte ai lavori rappresentanti della Soprintendenza per i beni culturali ed archeologici, del Museo Castello del Buonconsiglio, del Parco del Respiro, dell’Azienda per il Turismo Val di Sole, del MMape (Museo dell’Ape di Croviana) e di diverse realtà private.
Una pluralità di sguardi che ha permesso di accendere una riflessione profonda: come rendere le opportunità che il nostro territorio offre davvero alla portata di tutte le persone? Il percorso ha voluto oltrepassare la mera enunciazione di principio, lavorando sulle condizioni concrete di reale accesso.
Dagli affondi teorici si è passati all’applicazione pratica, stimolando i partecipanti a individuare modalità innovative per rendere più accessibili i servizi, le attività e, non da ultimo, i linguaggi utilizzati verso chi usufruisce delle tante opportunità del territorio.
Il ruolo delle istituzioni e il marchio "Open"
Il valore del percorso è stato ulteriormente arricchito dalla presenza e dal confronto con le istituzioni provinciali. Agli incontri sono intervenuti la Dirigente dell’Agenzia per la coesione sociale, la dottoressa Miriana Detti, e il dirigente dell’Unità di Missione Semplice (UMSE) Disabilità e integrazione socio-sanitaria, il dottor Roberto Pallanch.
I due dirigenti hanno illustrato e valorizzato il significato del marchio “Open”, delineandolo non solo come un riconoscimento formale, ma come una preziosa leva di cambiamento per concretizzare servizi e percorsi attenti ai bisogni di ciascuno, promuovendo una cultura dell’accoglienza consapevole e diffusa.
Due giornate che hanno tracciato una rotta chiara: l'accessibilità universale non è un elemento accessorio, bensì un requisito essenziale per la crescita culturale, sociale e turistica del territorio montano.

