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Dalle Valli del Noce al Friuli e ritorno

mer 13 gen 2021 • By: Alberto Mosca

Nel fondo fotografico Ugo Pellis alcuni scatti testimoniano volti e scorci delle valli di Non e di Sole

Rabbi, famiglia contadina con aratro, 1938

Quello di Ugo Pellis è un nome che immediatamente è associato alla pubblicazione dell’Atlante Linguistico Italiano: il letterato, fotografo e insegnante, nato nel 1882 a San Valentino di Fiumicello (UD) e morto a Gorizia nel 1943, fu protagonista della campagna fotografica a corredo dell’importante studio, avviato nel 1924, per la cui realizzazione determinante fu l’apporto della Società Filologica Friulana.

Ancora oggi la Società fondata nel 1919, avendo lo stesso Pellis come principale promotore, ne conserva il fondo fotografico comprendente 7156 negativi, su lastra e su pellicola.

In particolare, a Pellis venne affidata la raccolta dei materiali etnolinguistici, incarico che lo portò a svolgere 730 inchieste dialettologiche, dal 1925 fino al 1942, su tutto il territorio italiano, compresa l’Istria. Durante le ricerche Pellis scattò un gran numero di fotografie, costruendo così un eccezionale archivio visivo che racconta la vita quotidiana nell’Italia ’minore’ durante gli anni Venti e Trenta del Novecento.

Nelle fotografie di Pellis l’intento è documentario: c’è la volontà di privilegiare una ripresa che riveli al meglio le tematiche affrontate dall’indagine linguistica. Dal punto di vista iconografico, viene rappresentata un’Italia che di lì a trent’anni sarebbe velocemente scomparsa e trasformata dal boom economico e dalla nuova industrializzazione del Paese nell’immediato dopoguerra: per questo vantano un enorme interesse storico e documentario.

La Società Filologica Friulana, con il sostegno della Fondazione Friuli, ha catalogato e digitalizzato l’intero corpus documentario garantendo così un duplice risultato: da una parte la salvaguardia del materiale originale grazie alla riproduzione digitale ad altissima definizione delle lastre e delle pellicole, dall’altra la fruizione del fondo stesso attraverso la catalogazione online di ogni singola lastra o pellicola. Il fondo è consultabile sul sito della Società Filologica Friulana.

Come anticipato, Ugo Pellis passò anche per le valli del Noce, in particolare scattando alcune fotografie nei paesi di Castelfondo, Cogolo, Nanno, Portolo e in Val di Rabbi.

In particolare, le date degli scatti indicano due spedizioni di Pellis nelle valli di Non e Sole: nel 1928 alla volta di Castelfondo e Nanno, mentre dieci anni dopo, nel 1938, a Cogolo e in Val di Rabbi.

In questa sede ne presentiamo ai lettori una selezione, utile a rivedere immagini di un passato lontano, tra volti e scorci caratteristici di un mondo alpino e contadino ormai mutato completamente.

Rabbi, gruppo di bambini con aratro a Valorz, 1938

Negli scatti di Ugo Pellis si nota lo scopo etnolinguistico nella definizione delle immagini: frequente è la rappresentazione di persone, attrezzi, mestieri, ambienti domestici e relativi al lavoro agrosilvopastorale, alla cultura materiale alpina, oltre a qualche scorcio di paese.


Castelfondo, tre ragazzini con aratri, 1928

Castelfondo, stalla con contadini e attrezzi, 1928

Portolo, maso, 1928

Nanno, ragazzo con buoi da tiro, 1928

Nanno, castel Nanno, 1928

Nanno, interno di cucina, 1928

Cogolo, carro da carico a due ruote con piano pentagonale, 1938

Cogolo, aratro retto dall’informatore con la moglie e i figlio, 1938

Rabbi, maso in muratura e legno, con donna che porta il fieno, 1938

Rabbi, donna anziana con capisteo per la pulizia dei cereali, 1938

Rabbi, malga Fratte bassa, 1938


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