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Vallate solandre via da Sait: «Una scelta libera e consapevole»

mer 27 gen 2021 09:01 • By: Lorena Stablum

(VIDEO) La presidente Mattarei risponde alle critiche di personalismo

«Nessuno può permettersi di dire che questo è un consiglio marionetta che agisce sull’influsso e il condizionamento della presidente Mattarei». La Famiglia Cooperativa Vallate solandre lascia il consorzio di secondo grado Sait. A deciderlo un’assemblea dei soci mai così partecipata nella storia della Coop con oltre il 40% sebbene si sia svolta il 23 dicembre scorso con la modalitĂ  del rappresentante designato. L’85% dei votanti ha sostenuto la scelta della presidente Marina Mattarei e del consiglio di amministrazione di cambiare rotta per affidarsi, come hanno giĂ  fatto altre Famiglie cooperative, a Dao Conad: solo il 10% si è detto contrario. Una decisione sofferta ma che la presidente rivendica con forza anche davanti alle critiche di qualche socio che l’ha tacciata di personalismo: Mattarei li ha definiti “irriducibili” in una clip video di bilancio prodotta da Nitida Immagine e inviata in questi giorni proprio alla sua compagine sociale per illustrare l’esito assembleare.

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Nel video la presidente risponde punto per punto alle osservazioni, critiche e perplessitĂ  rilevate dalle schede di voto: ne riportiamo un breve estratto.

 

 

 Â«La nostra attivitĂ  di governo si svolge sempre nella piena collegialitĂ  e in maniera cooperativa – ci tiene a ribadire la presidente -. C’è oggi una difficoltĂ  di armonizzare due visioni di modelli cooperativi che sono diventati antitetici. Questa realtĂ  cooperativa sta rivendicando e testimoniando nei fatti il proprio senso di essere socio. La filiera deve essere al servizio del socio».

Il passaggio da Sait a Conad non sarĂ  immediato: è previsto a chiusura dell’esercizio finanziario, e cioè a settembre. A partire da quel momento il consorzio di secondo grado perderĂ  il giro d’affari garantito dalla Famiglia cooperativa il cui fatturato si aggira intorno ai 10 milioni di euro. Di questi, aggiunge ancora la presidente, nemmeno il 15% (1,5 milioni di euro) deriva dalla vendita dei prodotti a marchio Coop. Numeri che, spiega la presidente, non sono così elevati da poter incidere sulla scelta di rimanere con il vecchio fornitore. Proprio per questo, secondo la presidente, non devono destare preoccupazione il cambio del fornitore del quale inoltre certifica «la qualitĂ  dei prodotti a marchio, oltre che il rapporto storico e identitario della filiera». 

Anche in merito all’aspetto valoriale, più legato alla dimensione culturale, cioè, sul quale i soci hanno sollevato qualche perplessità, la presidente rimarca: «Se il consorzio di secondo grado, attraverso la sua classe dirigente, fosse stato in grado di non smarrire la nostra anima questi temi non sarebbero mai emersi in modo così forte - conclude la presidente -. Andiamo avanti con fiducia in un contesto che si presenta oggi molto complicato che ha visto la chiusura di uno dei nostri competitor e che ci porta oggi ad avere una perdita di circa 150.000 euro sui punti vendita dislocati nelle zone turistiche della Val di Sole».



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