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Commosso addio ad Aldo Gentilini

mar 18 mag 2021 10:05 • By: Alberto Mosca

Da Pondasio a Torino: se ne va a 79 anni la storica voce dell’emittente salesiana Radio Proposta

PONDASIO/TORINO. Alla fine anche “Radio Pondasio” ha spento i microfoni e il silenzio ha prevalso sulle voci e la musica. Lo scorso 4 maggio Aldo Gentilini, Coadiutore Salesiano, se ne è andato all’età di 79 anni dopo una lunga malattia. Di lui resta il ricordo di una voce che attraverso l’etere ha raggiunto tutto il mondo, accompagnato dalla passione per la musica leggera dei tempi d’oro, tra il 1910 e il 1970.

Nato a Pondasio, nel comune di Malé, volentieri raccontava come nacque la passione per la radio: “Quello che facevo come economo non mi bastava e l'avvento delle radio private mi fece intravvedere nuove possibilità: arrivare a tante persone, altrimenti irraggiungibili, in città e in campagna. E allora ho cominciato…”

Da sempre affascinato dal mondo della radio e dell’elettronica, Aldo Gentilini scelse la musica leggera italiana quale chiave per entrare nelle case e nei cuori degli ascoltatori: una proposta che prediligeva le canzoni degli anni d’oro, tra la Belle Époque e gli anni Settanta: “Sono molto poetiche, delicate, piene di bei sogni e perfino buoni consigli. In più sono allegre, trasmettono serenità e gioia” spiegava Aldo, che dalle frequenze di Radio Proposta, nel suo programma quotidiano “Flashback Music” da Torino dal maggio 1977 raggiungeva ascoltatori in tutto il mondo. Il programma più ascoltato di tutto il palinsesto, proseguito per oltre 42 anni.

Persone di ogni tipo telefonavano in diretta e scrivevano lettere: la radio e la musica come una dolce compagnia, specialmente per le persone sole o malate. “E – commentava Aldo Gentilini - credo che non ci sia nulla di più religioso che donare pace e serenità alle persone”.

In questo modo da Torino la voce di Flashback ha potuto riscuotere consensi in Argentina, Australia, Canada, Corea, Usa, Venezuela; l’avvento di internet ha permesso poi di allargare ancora di più la platea degli ascoltatori. E così la figura di Aldo Gentilini è diventata nota anche per i radio e telespettatori Raidue, BluSat 2000, Telesubalpina e per i lettori de La Stampa e Avvenire. Ancora, tra i suoi impegni vi fu la valorizzazione dell’opera musicale di un grande come Arrigo Camosso, brillante artista compositore della celebre “Chiesetta alpina”.

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“Ciao Aldo”: così la presidente, i direttore artistico e i colleghi di Radio Nichelino Comunità, l’ultima emittente che ha visto Aldo Gentilini “on the mic” hanno salutato commossi questa “voce d’antan”:

“Ci ha lasciato in patrimonio inestimabile di musica ‘del tempo che fu’. Egli - volutamente - la proponeva con il garbato stile che si confaceva a quel repertorio. Aveva ascoltatori di ogni età e questo, a molti, appare inspiegabile. Non a noi che abbiamo lavorato con lui e conoscevamo il suo carattere bonariamente severo, perennemente insoddisfatto, sempre alla ricerca del disco o dell'esecuzione che mancava alla sua sterminata collezione.

La famiglia salesiana, alla quale apparteneva, conserverà il materiale discografico e gli strumenti per riprodurlo. Molti strumenti, infatti, sono scomparsi da decenni ma Aldo li aveva e li manteneva perfettamente funzionanti.

Aldo Gentilini lascia inoltre una quantità importante di trasmissioni radiofoniche che R.N.C. continua a riproporre ogni giorno alle 6 di mattino ed alle 12:06. Da quando la malattia agli occhi cominciò a progredire inesorabilmente, Aldo Gentilini, pur consapevole, non smise di sperare di tomare a produrre il suo programma per regalare ancora agli ascoltatori perle musicali introvabili, in versione originale, ripulita da ticchettii e fruscii. Nel frattempo agli ascoltatori erano proposte in replica le trasmissioni, numerosissime, in archivio. Ancora increduli, la Presidente di R.N.C., il Direttore Artistico ed i colleghi hanno deciso che il modo migliore per rendere merito all'amico Aldo e per onorarne degnamente la memoria, sia quello di mantenerlo tra noi, con le sue canzoni, la sua inconfondibile voce ed il suo stile sapientemente adeguato al repertorio che proponeva perché Aldo sapeva calarsi in un altro tempo e portarci con lui a spasso attraverso sessant'anni, forse più, di musica. Un collega ha postato - come saluto - il titolo di una canzone degli anni Cinquanta "Vola colomba". Se Aldo Gentilini era una colomba certamente era di una specie molto battagliera.

Vola, Aldo, vola, ma mi raccomando, rimani nei paraggi”.

 

Aldo Gentilini: una scheda biografica

Salesiano Coadiutore, nacque a Pondasio di Malé il 27 settembre 1941. In ambito salesiano, proveniva dall'Avviamento agrario di Cumiana (1953-57) e fece il Noviziato a Villa Moglia — Chieri (TO), professando il 16 agosto 1958. Durante il Magistero Professionale quadriennale, con sede a Torino Rebaudengo, consegui l'Avviamento Professionale al Colle don Bosco e la Licenza Tecnica a Torino Valdocco (1962). Aldo emise la Professione Perpetua a Villa Moglia — Chieri (TO) il 4 agosto 1964. Nel 1962 l'obbedienza lo inviò a Cumiana, dove svolse la missione salesiana nell'Ufficio Contabilità e nel Centro di Formazione Professionale (CFP). Nel 1969 fu trasferito a Torino Rebaudengo dove svolse le stesse mansioni nell'Ufficio Contabilità e nel CFP. Arrivò al Colle nel 1972, come responsabile della Contabilità e dell'Ufficio Paghe e qui ha svolto per decenni il suo lavoro, con fedeltà e professionalità, sino a quando lo ha sostenuto la salute. Negli anni del Colle, appassionato di musica leggera "d'epoca" e collezionista di dischi, ha collaborato assiduamente con l'emittente radiofonica salesiana "Radio Proposta" registrando quotidianamente un programma musicale di 45 minuti, "Flashback Music", di grande successo. Ogni settimana, in linea con questa trasmissione, Aldo si recava a Torino Rebaudengo per una diretta radiofonica e dialogava con i suoi affezionati ascoltatori. Per ben oltre 40 anni, Aldo ha portato avanti questa trasmissione, spinto dal calore e dal sostegno di tanti radioascoltatori, come testimoniano le centinaia di lettere che riceveva da loro e le tantissime telefonate. Era diventato il suo modo di far buon uso dei mezzi di comunicazione sociale, in sintonia con lo stile di don Bosco. Nel novembre del 2016, a causa dell'aggravamento delle sue condizioni di salute, è stato trasferito all'Infermeria Ispettoriale di Torino Valdocco, Comunità Beato Filippo Rinaldi, dove è deceduto al mattino del 4 maggio 2021.



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