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Il caso delle caserme di Stavel

ven 18 giu 2021 11:06 • By: Alberto Mosca

Alcuni tratti di muratura pericolanti sono stati abbattuti e il caso scoppia in rete

VERMIGLIO. Dalle pagine di Facebook monta la polemica su un intervento di parziale demolizione di alcuni tratti murari delle caserme di Stavel, nel comune di Vermiglio. A riferire quanto visto è Michele Corradini, appassionato ricercatore storico sulle vicende della Grande guerra, che ha osservato:

“Oggi ero nella zona del Tonale nel ritorno sono passato per la val Stavel con la macchina. Purtroppo passando nei pressi delle ex caserme Austro Ungariche ho constatato che buona parte di entrambe sono state demolite di recente da lavori credo per la messa in sicurezza dell'area. Sono molto rammaricato per questo, perché credo che questi edifici storici vadano sistemati e messi in sicurezza in modo meno invasivo e non demoliti. Ora l'area è tristemente libera da queste strutture storiche.

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Mi chiedo come mai la provincia permetta questi interventi che cancellano la storia del nostro territorio. Anni fa andai nella zona del Tonale con mio padre e mio nonno che durante il periodo di guerra lavorò come operaio militarizzato al Tonale, mi ricordo che una delle cose che teneva molto descrivere era quella delle caserme di Stavel e dei tanti soldati presenti nelle struttura”.

Sul punto abbiamo contattato il sindaco di Vermiglio, Michele Bertolini che spiega: “Uno dei proprietari, vista la pericolosità dei ruderi, ha provveduto ad una messa in sicurezza, abbattendo alcuni tratti pericolanti di muratura; peraltro, l’intervento è avvenuto lo scorso anno, ma ora che la neve se n’è andata, è senz’altro più visibile. I ruderi – riprende Bertolini – non sono sottoposti a tutela da parte della Soprintendenza provinciale, che comunque nei prossimi giorni salirà sul posto per un sopralluogo. Dovrà essere verificato inoltre il disposto della legge nazionale 78/2001 che tutela tutti i beni legati alla Grande guerra”.  

Le Caserme di Stavel fungevano da base logistica di appoggio alle installazioni militari dislocate nell’alta Val di Stavel, destinate ad acquartierare le truppe e immagazzinare viveri e materiali. I rifornimenti partivano da qui verso il forte Pozzi Alti, fino ai 3000 m del villaggio militare in quota di Passo Cercen. Nel corso della guerra crebbe intorno alle caserme un villaggio di baraccamenti e un piccolo cimitero militare.



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