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Pellizzano, un paese da film

gio 24 giu 2021 12:06 • By: Lorena Stablum

NOS Magazine ha raggiunto il cast di Din Don e, in esclusiva, vi racconta il set e gli attori

PELLIZZANO. “Silenzio. Movimento. Azione!” A Pellizzano è una giornata di riprese. Già da qualche settimana, si sta girando Din Don 3 e 4, il fortunato tv movie con protagonista Enzo Salvi e Maurizio Mattioli che andrà in onda su Italia 1. La produzione, a distanza di due anni, ha scelto nuovamente il paese dell’alta Val di Sole e le sue bellezze come cornice delle stravaganti vicende di don Donato, parroco rock interpretato da Salvi, e dello zio vescovo, alias Mattioli, che sta sempre a nascondere le marachelle del nipote. NOS Magazine, in esclusiva, è andato a curiosare sul set.

Arriviamo a Pellizzano, a metà mattina. Le riprese sono iniziate già da un po’. Enzo Salvi, Maurizio Mattioli e Gabriele Carbotti se ne stanno davanti all’arco di accesso all’edificio municipale a interpretare le proprie battute. Intanto, cameraman, macchinisti, fonici, truccatrici si muovono intorno al gruppetto di attori e poco più in là, sotto un gazebo, sta la regia. La bella piazza della chiesa brulica di gente. È allestita in un modo insolito, con le insegne di nuove e curiose attività imprenditoriali che qualche scompiglio creeranno nella comunità.

È una splendida giornata di sole e fa molto caldo. Ai due bar, i baristi sono indaffarati a portare caffè e bibite a comparse e figuranti, accaldati, che attendono il loro momento per entrare in scena. Tra loro, c’è anche Emy Bergamo, la bella e spensierata Cesira, che è una macchia raggiante di colore. Prima, con il regista Paolo Geremei e i suoi assistenti, si studiano le posizioni, un’occhiata di nuovo all’inquadratura, una ritoccatina al trucco e poi ecco che si inizia a girare. “Silenzio.

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Movimento. Azione!” La voce del regista sovrasta le altre. Il brusio si spegne e gli attori si calano perfettamente nel personaggio. “Stop. Libero. Ottimo. Ne facciamo un’altra”. E il rito si ripete, finché la scena non viene alla perfezione. “È sempre così” ci spiega Emy Bergamo, che svela qualche piccolo retroscena. Campo, controcampo: si cambiano le posizioni della macchina da presa per avere diverse inquadrature, si controllano e, nel caso, si sostituiscono gli obiettivi delle telecamere.

“Il cast è molto affiatato – racconta l’attrice -. Lavoriamo insieme da molto tempo e siamo come una grande famiglia. Siamo una comitiva. Tutti, sia attori che tecnici… Difficilmente, durante le riprese, giriamo di qua e di là per la valle per provare quella o quell’altra attività. Ad esempio, non possiamo fare rafting perché non possiamo farci male. Fuori dal set, che comunque ci tiene belli impegnati, passiamo molte ore in albergo. Giochiamo partite interminabili di biliardino. Sto diventando bravissima e mi sono perfino venuti i calli alle mani. Qui ci sentiamo come a casa – conclude quindi l’attrice -. Gli abitanti di Pellizzano ci hanno accolti come fossimo di famiglia”.

È mezzogiorno, forse inoltrato, e la produzione distribuisce panini. Ne prende uno anche Gabriele Carbotti, mentre dialoga con noi. Ci parla del suo personaggio, don Gabriele, “un uomo di fede buono, e di una semplicità disarmante” che nella prima serie è il parroco antagonista di don Donato e che poi diventa un amico. “Conosco molto bene la Val di Sole – afferma –. Venni in vacanza l’anno prima di girare Din Don - Il ritorno. Alloggiavo a Marilleva 1400 e iniziai ad esplorare la valle. Capitai a Pellizzano durante la Festa delle Quattro Stagioni e me ne innamorai. Fu bellissimo. Nei dieci giorni di vacanza tornai a Pellizzano tutti i giorni. Tra queste montagne, mi sento molto libero”. Ma Carbotti si mostra anche un amante della cucina trentina: “Qui si mangia molto bene. Adoro i canederli con il burro fuso” conclude.

“Si ride, si scherza, la gente ha una grande sensibilità, si mangia bene e si vedono cose più che meravigliose” aggiunge, quindi, Mattioli, seduto all’altro bar, dall’altra parte della piazza dove lo raggiungiamo. “Un’esperienza più che positiva. Veniamo da un lungo periodo di fermo e avevamo voglia di tornare a lavorare – continua l’attore, facendo riferimento alla situazione sanitaria che ha bloccato per mesi interminabili gran parte del settore artistico -. Per fortuna, pare che si voglia seriamente ricominciare a fare cinema e teatro. Quello dell’attore è un mestiere straordinario, da bimbi. A settant’anni ti dà ancora la possibilità di sognare, di giocare, di diventare sempre qualcun altro. Meglio di questo non c’è”.

Nel frattempo, il set si sposta in un’altra zona del paese. Si smonta tutto e velocemente si rimonta in un’altra piazzetta. La scena vede protagonisti Enzo Salvi ed Emy Bergamo e un gruppo di comparse tra le quali diverse sono attrici alla prima esperienza, prese tra la gente del posto. La macchina da presa è stata posizionata sul carrello e, di nuovo, si ricomincia. “Signora, faccia un passo più avanti. Il gruppetto delle signore si ricomponga. Venite avanti più lente e dite le battute. Dai, dai che siete brave! Mi raccomando mantenete i tempi!” Il ciak viene dato una prima volta, poi un’altra e ancora…

“Sentiamo il calore di queste persone deliziose - dice anche Salvi, che intervistiamo in una pausa per il cambio scena -. Questo è un grande valore aggiunto soprattutto quando si gira in esterna. È bello ripartire dopo un anno e mezzo di fermo – continua l’attore, che ci rivela anche qualche dettaglio a proposito della trama -. Il mio personaggio, un finto prete che ha la complicità di uno zio vescovo che lo aiuta a mantenere il segreto in memoria della sorella, si evolve in questi episodi. La storia d’amore con Cesira prosegue tra alti e bassi, ma alla fine troverà un modo per ricomporre la famiglia. Ci saranno molte situazioni divertenti. Ormai, il nostro è un gruppo consolidato che lavora molto bene insieme”.

La serie è prodotta da Sunshine Production, in collaborazione con la Trentino Film Commission.



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