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A Tuenno una visita speciale

gio 08 lug 2021 16:07 • By: Lorena Stablum

Una nostra lettrice ci manda la foto di una splendida falena gigante

TUENNO. È una bellissima visita quella che ha ricevuto ieri una nostra lettrice di Tuenno. Mihaela Marginean ci ha inviato le foto di una falena gigante, che le ha tenuto compagnia tutto il pomeriggio. Incuriositi siamo andati a chiedere qualche informazione in più su questo magnifico esemplare di lepidottero agli esperti del MUSE – Mueso di Scienze naturali di Trento. «Si tratta di Samia cynthia, conosciuta come "bombice dell'ailanto" – ci spiega Daniele Debiasi -. Si tratta di una specie originaria dell'estremo oriente, che è stata poi introdotta accidentalmente anche in Europa e che ormai si è acclimatata. Svolge il suo ciclo vitale a spese di una pianta (Ailanthus altissima), anch'essa alloctona e anticamente importata a scopo ornamentale, ma che ora è naturalizzata anche nel nostro territorio ed è una specie invasiva».

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“È un lepidottero originario dell'estremo oriente, che venne introdotto in occidente per la produzione di un tipo di seta più resistente della seta del bombice del gelso – aggiunge, quindi, Luca Pedrotti, responsabile scientifico del Parco Nazionale dello Stelvio -. Venne introdotto anche in Italia, dove continua a riprodursi tutt'oggi, ovviamente associata alla presenza dell'ailanto, anche se ormai la produzione della seta negli allevamenti è cessata. La Sama cynthia è originaria della Russia, della Cina e del Giappone. Gli esemplari adulti di questo lepidottero hanno un'apertura alare che può raggiungere i 16,5 centimetri e presentano colori giallo-brunastri o bruno-verdastri. Su entrambe le ali, inoltre, portano una macchia a forma di semiluna di colore chiaro. Le larve del bombice dell'ailanto sono allevate per la produzione di una tipologia di seta robusta, detta 'seta eri'. In Italia questa specie venne introdotta nel 1854 proprio con questo scopo. Dopo la cessazione delle attività produttive nell'Italia settentrionale, la Sama cynthia è sfuggita agli allevamenti ed è riuscita a riprodursi in natura sfruttando la presenta dell'alianto, la pianta ospite a sua volta importata per ospitare le larve, che ormai è una specie arborea naturalizzata”.




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