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Lorenza Menapace, regina della Transalp

mar 13 lug 2021 17:07 • By: Lorena Stablum

Con la compagna Daniele Tropsch, vince tappa dopo tappa la corsa di mountain bike

VAL DI SOLE. Si è conclusa con una splendida vittoria solandra la 23esima edizione della Bike Transalp, la corsa a tappe di mountain bike più lunga e dura d’Europa. A portare a casa la medaglia nella categoria femminile, il team Val di Sole Bike di Lorenza Menapace, che alla soglia dei cinquant’anni e dopo la sua sesta Transapl non ha ancora perso la voglia di mettersi alla prova e di superare i propri limiti sulle due ruote. Partita il 4 luglio da Nauders, in Austria, e arrivata il 10 luglio a Riva del Garda, la campionessa, nonesa di origine ma solandra di adozione, ha percorso i 572 chilometri, 19.800 metri di dislivello attraverso le Alpi e le sette tappe del percorso con la compagna di squadra Daniele Tropsch, plurivincitrice delle edizioni passate della Transalp sia in mountain bike che su strada nonché campionessa nazionale francese maratona. Emozioni, fatica, determinazione e voglia di farcela a ogni costo: chi meglio della stessa protagonista può narrare tutto questo? Ecco, quindi, il racconto avvincente tappa per tappa fatto dall’atleta.

Nauders – Livigno

“Finalmente dopo la pandemia e la mancata edizione del 2020 - racconta Menapace -, è giunta l'ora di riattaccare il pettorale alla più dura e lunga gara a tappe di tutta Europa, oltre che alla più longeva. Partecipare alla mia sesta Transalp con l'obiettivo di finirla e raggiungere l'agognata meta di Riva è già un traguardo. Io e Daniele Tropsch abbiamo deciso di correre insieme dopo la bellissima esperienza avuta all'Appenninica. La prima tappa Nauders - Livingno la dice tutta: sono 100 chilometri e 3.300 metri di dislivello… Pronti via! Entrambe d’accordo, abbiamo deciso di prendere il nostro passo cercando di capire il valore delle avversarie, che conoscevamo ma che non avevamo mai incontrato come avversarie dirette.

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Sono 6,30 ore di caldo torrido, acqua, vento, attraverso l'incantevole Val Mora, superando i vari passi che dall'Austria portano a Livigno, attraverso il Lago di Resia e la difficile salita di Santa Maria. Non avevamo riferimenti sui distacchi o sulla posizione... abbiamo solo cercato con consapevolezza di fare un ritmo che mi permettesse di arrivare in fondo senza patire troppo. Prime, a 20 minuti dalle seconde e la maglia di Leader! Eravamo esterrefatte quasi incredule”.

È la prima vittoria di tappa di una serie che poi le porterà in vetta alla classifica generale. Le due cicliste del team Val di Sole, infatti, pedalata dopo pedalata, conquisteranno tutte le sette tappe lasciando senza fiato le avversarie.

Livigno – Bormio

“La Livigno - Bormio è forse la tappa più dura, con tanti, forse troppi per noi, tratti controvento sulle rive dei laghi – continua Menapace -. Ma anche in questo caso siamo riuscite a tenere a bada le nostre avversarie forse più stanche di noi”.

Bormio – Aprica

“La tappa Bormio - Aprica ci prospetta ancora 100 chilometri di percorso e 3.000 metri di dislivello. Si fa ancora più dura con discese tecnicissime e la temuta salita del Mortirolo. Pedaliamo sotto un’afa assurda, l’aria è quasi irrespirabile ma ci aspetta un’altra vittoria e la conferma della maglia...”

Aprica – Pellizzano

“Aprica - Pellizzano, sono ancora 98 chilometri e 3.200 metri... il pensiero è di arrivare a casa, il pensiero dell'ennesima scalata del Mortirolo per poi da Ponte di Legno affrontare il temibile Montozzo. Testa e attenzione ci hanno permesso di arrivare indenni, anche se gelate dai 9 gradi e dall'acqua freddissima proprio nello scollamento verso la val di Peio”.

Pellizzano – Molveno

“La tappa ‘corta’ Pellizzano – Molveno, 78 chilometri e 2.500 metri, in realtà nascondeva innumerevoli insidie con un percorso, dopo la scalata al monte Peller, da cross country. Le gambe ne hanno sofferto molto, ma anche qui con una corretta gestione e attenzione abbiamo mantenuto la prima posizione ottenendo la quinta vittoria di tappa”.

Molveno - Sella Giudicarie / Valle del Chiese

“Molveno - Roncone è stata la tappa più facile ma forse quella con più tensione. La paura di buttare tutto all'aria era davvero tanta. Siamo arrivate prime con pochi minuti di vantaggio ma abbastanza per portare il nostro vantaggio complessivo sulle due ore”.

Sella Giudicarie / Valle del Chiese - Riva del Garda

E, infine, l’ultima tappa. “Obiettivo: arrivare a Riva con la maglietta addosso, il risultato di tappa non importava. Infatti, abbiamo pedalato metà tappa con la coppia tedesca della Scott Contessa. Quando poi è stata ora di affrontare i tecnici single track che da Roncone portano alla valle di Ledro, be', Daniele si è messa davanti (lei fa enduro) e con una discesa abbiamo guadagnato 2 minuti sulle avversarie. La scalata al Tremalzo è stata un sogno che si stava realizzando, pedalata dopo pedalata. Ultima discesa tecnica al passo Rocchetta, un mio volo ma senza conseguenze, ed ecco che arriviamo a un chilometro al traguardo, poi a 500 metri, 200… Un pianto liberatorio, un grazie e un abbraccio lungo un’eternità. La vittoria di tappa, la vittoria assoluta: un sogno rincorso per 6 edizioni! Impossibile descrivere le emozioni vissute in sette giorni di mountain bike, tra caldo, pioggia, fango, pietre e panorami mozzafiato che ti fanno ringraziare il Cielo di poter vivere tutto questo. We did it! Grazie Daniele per questo stupendo viaggio”.



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