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Monclassico, preoccupa la riapertura della discarica

mar 03 ago 2021 18:08 • By: Lorena Stablum

Nell’incontro pubblico con il vicepresidente Tonina, la comunità chiede rassicurazioni

DIMARO FOLGARIDA. È stato un incontro piuttosto teso quello che si è tenuto ieri sera al teatro comunale di Dimaro Folgarida. Una serata difficile durante la quale sono emerse diverse preoccupazioni – sia sugli aspetti ambientali che sanitari – legati alla riapertura della discarica di Monclassico, sito nel quale da qualche anno (dal 2014) era stato sospeso il conferimento dei rifiuti solidi urbani non riciclabili.

 A fare il punto della situazione e a spiegare alla popolazione e a buona parte degli amministratori comunali della val di Sole il perché la Provincia, proprietaria della struttura, abbia deciso di riattivare il sito, assieme alla discarica di Imer, è stato il vicepresidente Mario Tonina, accompagnato dai dirigenti e tecnici del Dipartimento territorio e trasporti, ambiente, energia, cooperazione e da quelli di Adep. Le motivazioni, in buona sostanza, sono ascrivibili al prossimo esaurimento dei volumi disponibili nella discarica di Ischia Podetti, a Trento, l’unica attualmente attiva sul territorio provinciale. Fatto che, è stato evidenziato, ha imposto al Trentino la necessità di individuare nel breve periodo nuove soluzioni per lo stoccaggio della frazione non riciclata di Rsu-Rifiuti solidi urbani in attesa di individuare quelle che sono state definite – senza peraltro pronunciare la parola inceneritore - “le modalità tecnologiche più innovative per la chiusura del ciclo e quindi dello smaltimento finale del residuo”, che saranno indicate nel Quinto aggiornamento al Piano generale dei rifiuti. Ma, ha evidenziato l’assessore al fine di rassicurare la popolazione riguardo a possibili disagi causati dalla scelta, “limpegno della Provincia e dell'assessorato, è massimo e le riaperture dureranno solo per il tempo strettamente necessario”. “Sul breve periodo, la possibile riapertura delle discariche di Monclassico e Imer, la cui attività era stata sospesa nel 2014, rappresenta un contributo importante alla gestione del problema – ha aggiunto il vicepresidente – e contestualmente, stiamo avviando la realizzazione di un nuovo catino Nord, ovvero un nuovo bacino di discarica, a Ischia Podetti, in grado di stoccare una quantità significativa di rifiuti nei prossimi anni, che sarà pronto entro il 2023. Al tempo stesso, guardiamo già oggi oltre l’emergenza, in collaborazione con il Comune di Trento e con il supporto dell’Università di Trento e di FBK, puntando all’utilizzo delle tecnologie più evolute oggi esistenti per il trattamento dei rifiuti residui".

In sala, si è presentato al gran completo il consiglio comunale di Dimaro Folgarida, il territorio più direttamente interessato dalla decisione presa dalla Provincia visto l’ubicazione della discarica, con il sindaco Andrea Lazzaroni che ha chiesto spiegazioni sulla prossima riapertura della discarica di Monclassico, sulle tempistiche e modalità delle riaperture (il commento del sindaco a seguito della notizia sulla riapertura della discarica). In particolare, il primo cittadino ha chiesto il perché “si sia scelto proprio il sito di Monclassico”, se non esistesse un’alternativa percorribile, trasportando i rifiuti al termovalorizzatore più vicino e procedendo così alla definitiva chiusura della discarica solandra, e se l’amministrazione “possa opporsi sotto il profilo legislativo a una scelta di questo tipo”. “A queste domande ci è stato risposto sostanzialmente di no – commenta Lazzaroni – perché se ciò fosse stato possibile, invece, la comunità ovviamente avrebbe auspicato una chiusura immediata e la conversione del luogo ad area verde e alberata.

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Nel caso di una riapertura - continua - ci sono molti elementi di riflessione in merito alla quantità di rifiuti, alla loro classificazione, al sedime e alla conformazione del catino a fine vita, del suo impatto paesaggistico e soprattutto rispetto alla salute pubblica. Inoltre, abbiamo chiesto chiarimenti in merito ai programmi dell’amministrazione provinciale sulla realizzazione di un termovalorizzatore a breve per poter valutare serenamente la durata di apertura del sito di Monclassico, se, cioè, risolvere il problema nel più bere tempo possibile, e quindi riempire velocemente la discarica, o se dilatarlo nel tempo con un conferimento più lento. Ovviamente, se la scelta è quella di riaprire, il consiglio comunale di Dimaro Folgarida chiede di essere ascoltato e di poter partecipare con osservazioni, fornendo un proprio parere in vista della stesura del piano stralcio del piano di gestione dei rifiuti. La nostra valle ha già pesantemente contribuito con la scelta di creare una discarica nel passato e chiediamo perciò che nel futuro si consideri questo fatto, scongiurando la nuova presenza di manufatti simili troppo vicini ai paesi al fine anche di salvaguardare il benessere della cittadinanza”.

Il tema per la comunità di Dimaro Folgarida è certamente di grande interesse – come hanno dimostrato le numerose rassicurazioni chieste su aspetti di salute, ambiente e traffico - ed è stato trattato anche in consiglio comunale con il gruppo di minoranza che, sia per voce diretta del capogruppo Alessandro Fantelli (Qui l'articolo) che per mezzo di un’interrogazione, si è mostrato molto preoccupato della scelta. “L’emergenza rifiuti di cui si continua a parlare è dovuta a una mancata programmazione - commenta Fantelli – e i costi di tale mancanza sono a carico dei cittadini trentini, invece si preferisce riversarli sui cittadini solandri e nello specifico sulla comunità di Dimaro Folgarida. Il principio europeo secondo il quale 'chi inquina di più paga di più' per la val di Sole non vale. Siamo, infatti, i più bravi a differenziare, ma siamo in emergenza. Non capisco. Perché qualcuno che aveva il compito di programmare non lo ha fatto? Noi, invece, abbiamo vinto un premio speciale. Diventiamo i collettori dei rifiuti del Trentino e doniamo acqua visto che ne abbiamo molta nel Noce. La Provincia deve essere coerente. Nel racconto ma ancora prima nell'azione. Non si può dire che siamo la valle più green del Trentino, 'plastic free', mandare una delegazione in Parlamento, vantarsi della Rete di Riserve e del Parco nazionale dello Stelvio e riaprire la discarica. È inaccettabile. Confido nel mio sindaco ma anche negli altri amministratori della valle, nel nostro commissario di Comunità e, infine, nel consigliere Job perché non si porti alcun rifiuto prima di scrivere nero su bianco nel Piano quale sarà il disegno generale. Perché il vero rischio è che finiti i 70.000 metri cubi si apra un'altra discarica in cava. Non ci fidiamo della Provincia – ha concluso Fantelli - perché più volte ha disatteso il concordato”. La consigliera di minoranza Emanuela Albasini, ha poi, riportato la preoccupazione della componente femminile della comunità che teme, in particolare, le ripercussioni sanitarie dovute alla presenza della struttura di stoccaggio dei rifiuti sul territorio: “Molte mamme sono preoccupate – afferma – e so che si riuniranno per valutare di costituire un comitato a difesa della salute. Inoltre, aggiungo il traffico che si andrà a creare non è indifferente con sette camion al giorno che raggiungeranno la Val di Sole a cui se ne aggiungono almeno altri due in settimana per lo smaltimento del percolato”.

Lo stesso consigliere Ivano Job (Lega Trentino), che aveva già avuto modo di esprimere il proprio pensiero (Qui l'articolo), raccomanda la massima attenzione – ora e in futuro – rispetto ai controlli sul conferimento dei rifiuti . “Sono favorevole a che il sito venga impiegato in modo completo, rispetto alla quantità di rifiuti già presente, che ammonta al 80% circa – spiega -. Sono di questo avviso per ragioni di realismo (la produzione di rifiuti, anche in Valle di Sole, c’è ed è copiosa con 3.500 tonnellate annue, per cui sarebbe miope negarlo), che però non implicano il sorvolare su almeno tre aspetti: il primo è che la comunità di Monclassico deve veder riconosciuti e indennizzati, con investimenti dedicati, i propri sforzi nell’ospitare il sito. In secondo luogo, auspico una particolare attenzione alle abitazioni e alla attività vicine alla discarica stessa. Il terzo aspetto che voglio richiamare è l’inderogabile necessità che, a Monclassico, l’iter di raccolta dei rifiuti possa avvenire, e proseguire ancora per pochi anni, sempre con la massima attenzione sia alle metodologie sia ai controlli periodici che possano garantire sulla tipologia di rifiuti stessi qui conferiti. Solo così, infatti, procedendo cioè bene e presto con l’utilizzo del sito, possiamo fare in modo che il suo riempimento possa terminare entro una data certa, vale a dire il Natale 2023. Il mio obbiettivo, rispetto a ciò, è quello che un bambino della Valle di Sole, alunno il prossimo mese di settembre nella classe elementare, non possa terminare il suo ciclo quinquennale senza poter vedere un bel prato verde a imperitura memoria della fu discarica di Monclassico”.

Infine, sono sati davvero numerosi gli interventi da parte del pubblico presente in sala, tra i quali si sono avuti quelli del sindaco di Mezzana Giacomo Redolfi, che ha sottolineato come a livello generale si sia registrata “una mancanza di programmazione a lungo termine da parte degli organi provinciali deputati alla gestione dei rifiuti” e dell’ex sindaco di Monclassico Carlo Alberto Ravelli, che per anni ha affrontato la “questione discarica”.

Come illustrato dai tecnici provinciali, secondo il Piano messo a punto dalla Provincia a Monclassico sarà possibile stoccare circa 30000 t/anno di rifiuti, saranno conferiti rifiuti solidi urbani prodotti dai bacini della val di Sole e val di Non ed eventualmente da altri bacini del Trentino centro/occidentale. Secondo le tempistiche previste, la riapertura avrà comunque una durata contenuta e la riapertura della discarica comporterà non più di 6-7 passaggi giornalieri di camion autoarticolati, per 5 giorni alla settimana.



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