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Una medaglia d'oro per la Val di Non

sab 14 ago 2021 20:08 • By: Lorena Stablum

Il velista Luigi de Manincor il primo atleta di origini trentine a vincere i Giochi Olimpici

VAL DI NON. Ruggero Tita è la prima medaglia d’oro trentina nella storia dei Giochi Olimpici estivi. Senza nulla togliere al campione 29enne di Civezzano, quella dell'atleta del Gruppo Sportivo vela delle Fiamme Gialle vinta a Tokyo 2020 assieme a Caterina Marianna Banti (Canottieri Aniene) nella specialità Nacra 17 foiling non è però la sola medaglia che in qualche modo si può ricondurre alle terre trentine. E più precisamente a Casez, in Val di Non.

Ben 85 anni fa, alle Olimpiadi di Berlino 1936, quelle rimaste nella storia per le quattro medaglie d’oro vinte da Jesse Owens, un altro velista italiano Luigi de Manincor, con sangue anaune nelle vene, vinceva una medaglia d’oro nella vela, classe 8 metri, in equipaggio con Bruno Bianchi, Giovanni Reggio, Domenico Mordini, Luigi Poggi ed Enrico Poggi.

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Nato a Rovigno il 14 luglio del 1910 e trasferitosi a Trieste al seguito del padre, de Manincor era figlio di Arturo, classe 1877, funzionario di fiducia dell'ammiraglio Millo, comandante dell'Alto Adriatico poi nominato ispettore alla Capitaneria di porto di Trieste, e che nel libro di Bruno Cianci “Il senso della rotta. Luigi Saidelli: velista, imprenditore, uomo” viene descritto come “un istriano nativo di Parenzo con origini trentine a Casez, in val di Non”.

Dopo la guerra, Luigi de Manincor, deceduto a Varazze in Liguria nel 1986, partecipò anche ai Giochi olimpici di Londra 1948, arrivando quarto. A memoria delle sue gesta nel cimitero di Rovigno, al di sopra della tomba di famiglia, è stata apposta una lapide. Gli avi provenivano sicuramente da Casez e, poi, è nata la linea veneta/triestina. Di fatto, de Manincor non è certamente un cognome diffuso e l'80% è concentrato in Trentino.



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