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Da san Tomàs da la bochja al nas

mar 21 dic 2021 13:12 • By: Alberto Mosca

Oggi alle 16.59 il Solstizio d'Inverno, con i suoi tanti significati

Il sole al tramonto lo scorso 13 dicembre

Oggi è il giorno del Solstizio d’inverno. Alle 16.59 il Sole raggiungerà il punto più basso per poi ricominciare la lenta risalita. Dopo la notte più lunga dell’anno, le giornate inizieranno ad allungarsi e inizierà l’inverno astronomico, mentre quello meteorologico lo ha fatto lo scorso 1 dicembre.

Un giorno sacro, che le culture di ogni tempo hanno celebrato come simbolo della vittoria della luce sulla tenebra. Tale era la festa latina del Dies Natalis Solis Invicti, dedicata al giorno di nascita del Sole vittorioso, che la religione cristiana prese per simboleggiare un’altra nascita, quella del Salvatore Gesù Cristo.

I popoli germanici e scandinavi festeggiavano Jul, la “ruota” che alludeva al sole. A Stonehenge, antico calendario di pietra, ancora oggi l’inizio dell’inverno è festeggiato.

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Circostanze che i detti popolari riportano puntualmente: ad esempio, quando ricordano che "Da San Tomàs da la bochja al nas" e che da "Nadàl el pas de 'n ghjàl": naturalmente con tutte le varianti esistenti nelle varie parti delle valli di Non e di Sole... ma sempre registrando i piccoli ma progressivi allungamenti del tempo di luce, fino all'ora distesa di "sant'Agnesa", il 21 gennaio.

Oggi, 21 dicembre è il giorno più corto. Il sole è sorto alle 7.37 e tramonterà alle 16.44 (da noi, ovviamente, è sorto dopo e tramonterà prima). Rispetto al 13 dicembre, considerato dalla tradizione il giorno più breve dell’anno, il sole rimane sopra l’orizzonte tre minuti in meno: sorge sei minuti più tardi e tramonta tre minuti dopo. Pur allungando alla sera quindi, il sole rimane visibile per meno tempo rispetto al 13, giorno peraltro preso come tradizionalmente freddo ("Da Santa Luzia el fret el cruzia").

Inoltre, quando pensiamo al detto relativo al 13 dicembre, giorno di Santa Lucia e alla notte più lunga che ci sia, dobbiamo ricordare la riforma gregoriana del calendario, avvenuta nel 1582 ad opera di papa Gregorio XIII, tale da correggere i ritardi di quello giuliano, introdotto nel 45 a.C. da Giulio Cesare e che nel 1582 aveva appunto accumulato una decina di giorni di ritardo.

Infine, questo solstizio è accolto da un corteo di pianeti: Venere, Saturno e Giove sono ancora allineati nel cielo occidentale e per qualche giorno continueranno a essere ben visibili, fino alla fine dell’anno.



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