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Alla scoperta del Maestro di Cassana

gio 21 mag 2020 • By: Alberto Mosca

Nella chiesa di san Tommaso affreschi del Tre e Quattrocento. Nel corso del 2020 il progetto esecutivo di restauro

Trentino Cultura si occupa delle straordinarie scoperte nella chiesa di San Tommaso di Cassana: i lavori di restauro hanno infatti portato alla luce affreschi tre e quattrocenteschi. La scoperta avvenne nel 2015, in occasione dei lavori di restauro architettonico della chiesa promossi dalla Parrocchia di San Giacomo maggiore e in parte finanziati dalla Provincia autonoma di Trento: alcuni sondaggi stratigrafici dal restauratore Giuseppe Delpero, avevano rimesso in luce, all'interno sulla parete sud e all'esterno in facciata, lacerti di decorazione dipinta e intonaci antichi.

In particolare, sul prospetto ovest era stato ritrovato un frammento di intonaco dipinto raffigurante un San Cristoforo – ricordato nella Visita pastorale del 1695, quando i delegati vescovili ordinarono di “rifare, o cassare totalmente la pittura di San Christofforo” ubicata “nell’ingresso della chiesa” –, mentre all’interno erano stati riscoperti frammenti di un’Ultima Cena e parte di una figura nimbata, riconducibile quest'ultima, per ragioni stilistiche, a una bottega di pittori itineranti di provenienza lombarda, nota con il nome convenzionale di Maestro di Sommacampagna, attiva in Trentino tra il 1366 e il 1380 circa.

Vista l'importanza dei ritrovamenti, la Soprintendenza per i beni culturali, tramite l'Ufficio per i beni storico-artistici, ha deciso di finanziare e di progettare in diretta amministrazione l'intervento di scoprimento delle superfici affrescate, affidato a ditte di restauro private. Il lavoro è stato condotto nell'autunno del 2018 dalla ditta Enrica Vinante Restauro opere d’arte e ha consentito la riscoperta di apparati decorativi trecenteschi e quattrocenteschi, mentre con l'intervento di demolizione della mensa dell'altare laterale destro e l'ampliamento del tassello di scoprimento sulla spalla interna destra dell'arco santo – operazioni eseguite dalla ditta Bronzini L. & C. sas. Restauro opere d'arte tra il 21 ottobre e il 12 novembre 2019 – sono state rimesse in luce altre porzioni di superfici dipinte.

Il risultato del lavoro è stato davvero sorprendente e per certi aspetti inatteso.
Sulla facciata principale della chiesa sono tornati visibili, dopo oltre tre secoli, la parte superiore della figura di San Cristoforo con Gesù Bambino sulle spalle e un lacerto di Madonna, assegnabili al Maestro di Sommacampagna.

All'interno, sulla parete sud, sono stati ritrovati due cicli sovrapposti: il più antico databile al terzo quarto del XIV secolo - con figure di santi e sante, tra cui Santa Margherita, l'altro al terzo quarto del Quattrocento - Ultima Cena, San Salvatore, Santo Stefano e San Rocco -, attribuibile a un pittore di ambito lombardo. Invece, sulla parete dell'arco santo a destra, sotto lo scialbo sono riapparsi un frammento di Crocifissione e un riquadro con San Pietro, quest'ultimo riferibile a un anonimo frescante trecentesco, che è stato proposto di chiamare convenzionalmente Maestro di Cassana, che ha lasciato tracce del suo lavoro anche nella chiesa di Corte Inferiore e a Rumo in Val di Non.

I dipinti murali interni della chiesa di Cassana rimasero in vista almeno fino al 1579, quando i visitatori vescovili ordinarono di cancellare le raffigurazioni considerate all’epoca rovinate e deformi: “imagines corrosae et deformes”.

Gli interventi di scoprimento sono stati progettati e diretti dallo storico dell'arte Salvatore Ferrari, con la collaborazione della restauratrice Francesca Raffaelli, del geometra Claudio Vicenzi, del chimico Stefano Volpin e dell’architetto Giovanni Dellantonio.

Nel corso del 2020 sarà predisposto dallo stesso gruppo di progettazione della Soprintendenza il progetto esecutivo per il restauro delle superfici affrescate.

Per saperne di più su altri “lavori in corso”, www.cultura.trentino.it



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