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Una preghiera per l'Ucraina

dom 27 feb 2022 11:02 • By: Renato Pellegrini

Il dolore di un popolo attaccato e le colpe di chi compie scelte irresponsabili

Papa Francesco ha espresso il suo dolore per il peggioramento della situazione dell’Ucraina e lo scoppio di una guerra del tutto irrazionale, che farà molte vittime innocenti per la smania di potere di un nuovo zar. Noi abbiamo nelle nostre case moltissime badanti provenienti proprio da quel paese che ora rischia la devastazione. Sono più di duecentomila immigrate in Italia.

Hanno vissuto sulla loro pelle una storia crudele; da bambine hanno conosciuto l’oppressione del regime sovietico, nel 1991 hanno potuto festeggiare la conquista dell’indipendenza, seguita però dal crollo economico e da un dilagare della criminalità tale da costringerle ad andarsene dal loro Paese per mantenere i figli e i mariti. Sono arrivate in Italia per curare i nostri nonni e accudire i bambini. Ora per noi è difficile riuscire a farne a meno. Potranno rimanere sicure a lavorare nelle nostre case? Potranno fidarsi di noi?

Nel ‘56 concedemmo asilo politico ai profughi in fuga per l’invasione sovietica dell’Ungheria, e lo stesso accadde nel 1968 dopo l’invasione della Cecoslovacchia. Oggi telefonano in apprensione per la sorte dei loro cari. Vivono sapendo che a Putin non interessa versare il sangue dei civili. E tra questi può esserci un marito, un figlio, un cugino, un parente.

Il Papa si è recato all’ambasciata russa in Vaticano invitando a dare spazio alla diplomazia, pregando di far tacere le armi.

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E invita tutti i cristiani, nel primo giorno di quaresima, a pregare e digiunare perché torni la pace in quella terra. «Come me – ha detto - tanta gente, in tutto il mondo, sta provando angoscia e preoccupazione», perché «ancora una volta la pace di tutti è minacciata da interessi di parte». Di qui l’appello forte e chiaro «a quanti hanno responsabilità politiche, perché facciano un serio esame di coscienza davanti a Dio, che è Dio della pace e non della guerra; che è Padre di tutti, non solo di qualcuno, che ci vuole fratelli e non nemici». Di qui l’implorazione a «tutte le parti coinvolte perché si astengano da ogni azione che provochi ancora più sofferenza alle popolazioni, destabilizzando la convivenza tra le nazioni e screditando il diritto internazionale».

Papa Francesco si appella «a tutti, credenti e non credenti». Perché «Gesù ci ha insegnato che all’insensatezza diabolica della violenza si risponde con le armi di Dio, con la preghiera e il digiuno». E dunque chiede a tutti i credenti, il mercoledì delle ceneri, «una Giornata di digiuno per la pace». Ma quello che diventa sempre più urgente, è non si cerchino sempre nuovi equilibri per garantire la sicurezza delle Nazioni o magari per allargare la propria influenza.

La Nato non è del tutto innocente. Dimentica facilmente promesse e impegni presi. Va ricordato, in questa tristissima vicenda, che nel 2008 Francia e Germania votarono contro l’adesione dell’Ucraina alla Nato perché avrebbe rappresentato un atto ostile verso la Russia. E se è vero che la responsabilità della guerra è sempre di chi la fa invadendo un altro Paese, bisogna però domandarsi: qual è la strada per trovare una soluzione pacifica? «Va ricercata dentro gli schemi bellici delle alleanze militari che si espandono e si restringono o piuttosto in qualcosa di nuovo in grado di farsi anche carico degli errori del passato (che non stanno da una parte sola) restituendo una prospettiva realistica alla speranza di una diversa convivenza fra i popoli?» (A.Tornielli)

Sergio Romano, ex ambasciatore, nell’intervista rilasciata a un quotidiano nazionale, ha definito irresponsabile la scelta di circondare la Russia post-sovietica con gli arsenali della Nato. Anche Romano Prodi, sia sulla stampa che in una trasmissione televisiva, avvertiva che se si ha l’obiettivo di portare l’Ucraina nella Nato, si creeranno tensioni irreversibili. Visto come si stanno susseguendo gli avvenimenti, possiamo solo sperare che non si allarghi il teatro dei combattimenti. O rischieremo, come ammoniva Einstein, di combattere la quarta guerra mondiale con pietre e bastoni. Per evitare la terza guerra si potrebbero smantellare le fabbriche di armi? 



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