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Tanti anni fa, una speranza di pace

sab 05 mar 2022 18:03 • By: Alberto Mosca

Una vecchia cartolina dimenticata, il passato che ritorna. La storia di Svetlana Kuprienko rivive in un ricordo di vera amicizia

CALDES. Talvolta eventi improvvisi e dolorosi risvegliano ricordi dimenticati, meglio riposti in un angolo, magari in un cassetto. La morte di Svetlana Kuprienko, uccisa per strada col marito Sasha dal fuoco russo, mentre cercava un ricambio di vestiario per le sue tre bambine, ha riacceso la luce su una vecchia cartolina. A ritrovarla, dopo vent’anni, è stata Manuela Pancheri, operatrice socio sanitaria di Samoclevo, che Svetlana aveva conosciuto nel 1995, quando arrivò in Val di Sole con altri coetanei per disintossicarsi dalla radiazioni di Chernobyl (leggi qui).

“Una lacrima che scende” - scrive Manuela sul suo profilo facebook -  sembra assurdo ancora ora, eppure non lo è.

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Ho avuto la fortuna di conoscerti, e questo lo porterò sempre nel cuore”.

Una conoscenza nata attraverso l’amicizia con Marika, la figlia di Mario Pancheri e Mirella Niccolai (leggi qui), la famiglia che aveva accolto Svetlana nel suo soggiorno solandro e che per loro era diventata un’altra figlia.

Pochi ricordi, che in un momento sono riemersi al cuore: “Quella cartolina l’avevo dimenticata – spiega Manuela – ma mia mamma è una di quelle persone che tiene molto bene le cose. Se non ci fosse stata lei probabilmente non avrei mai ricordato di averla ricevuta…”

Eccola, la cartolina con cui, in quel lontano 2002, Svetlana e i suoi familiari mandavano a Manuela gli auguri di Natale:

Cara Manuela e tutta la tua famiglia! Tanti auguri di Buon Natale e Buon Anno Nuovo. Speriamo che la vostra strada sia sempre piana, che ci sia la pace, che la felicità regni nella vostra casa. Speriamo che il male non vi tocchi, che la vostra salute sia forte e l’umore sempre allegro. Tanti auguri e vi pensiamo tanto in questi giorni festivi!

Tanya, Tolya, Lesja, Svetla”

“Pensare a queste parole associate a questo momento fa ancora più male – commenta Manuela - oltre che per la morte di Svetlana, ma perché parla di pace e felicità, cosa che lei ha avuto poco nella sua vita...”

Talvolta, quando il passato ritorna, travolge con la forza del ricordo cuore e mente. Anche nella forma di una piccola, vecchia cartolina che ci chiede anche solo un momento per fermarsi, un momento per riflettere.



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