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Uno studio del rischio per bypassare il divieto di immissione di specie ittiche non autoctone

sab 12 mar 2022 10:03 • Dalla redazione

La Provincia, insieme alle associazioni dei pescatori, al lavoro per evitare quello che potrebbe rivelarsi un grave danno per il settore

TRENTO. La Giunta provinciale intende utilizzare l’Autonomia per bypassare le prescrizioni del decreto del 2 maggio 2020 con il quale lo Stato ha recepito la Direttiva Habitat che regolamenta l’immissione di specie di pesce nelle acque italiane. Una norma che, come ha riportato anche NOS Magazine (l'articolo qui), mette in difficoltà tutto il settore della pesca trentino e non solo. 

Nella seduta della Commissione Politiche Agricole del 10 marzo 2022, il Ministero della transizione ecologica ha chiarito che permane il divieto di immissione di specie ittiche non autoctone, in quanto tale divieto non è superato dalla disposizione contenuta nella recente legge 25 febbraio 2022 (cosiddetto Milleproroghe).

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Visto il quadro, quindi, la Provincia comunica che l’unica strada perseguibile sia la completa applicazione all'articolo 8 della legge sulla pesca, come modificato con legge provinciale di assestamento di bilancio dell’agosto 2021. Infatti, con tale norma la Provincia ha avocato a sé la possibilità di autorizzare autonomamente le immissioni ittiche anche di specie alloctone, dando diretta applicazione alla Direttiva Habitat. 

L’autorizzazione richiede la stesura di uno studio del rischio da sottoporre al parere di Ispra. Documento che è di fatto concluso e, data l'urgenza, già lunedì prossimo sarà sottoposto, dopo una prima presentazione già avvenuta nei giorni scorsi, a una condivisione di maggior dettaglio con i rappresentanti locali del mondo della pesca.



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