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Il racconto della guerra delle badanti ucraine

gio 17 mar 2022 08:03 • By: Marco Weber

Incontro nell’ambito del progetto Rete di Comunità

MEZZOLOMBARDO. “Siamo preoccupate, ma confidiamo nella vittoria!”. “Sono morti tanti bambini in questa guerra assurda voluta dalla Russia!”. “Noi siamo un popolo che vuole la pace. Molta gente da noi parla il russo, siamo due popoli fratelli. Noi non odiamo i russi. Vogliamo vivere in pace, vogliamo che tutti vivano in pace!”. “Ringraziamo voi italiani per il vostro prezioso aiuto!”. Un incontro molto emozionante quello con alcune badanti ucraine avvenuto nell'ambito del progetto “Rete di Comunità”. Sette donne che sono in Italia per lavoro, qualcuna di loro da molti anni, ma che mai come in questi giorni hanno il loro cuore e i loro pensieri rivolti verso loro patria natia. In Ucraina ci sono le loro radici, ci sono i loro familiari e tanti loro amici con i quali sono in contatto tutti i giorni telefonicamente.

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Dall'Ucraina in questi giorni d'ansia e preoccupazione ricevono quotidianamente notizie di prima mano. Notizie tragiche, di guerra e morte, ma anche notizie della fierezza del loro popolo che non si arrende all'invasore. Una di queste donne ha un figlio trentaduenne che si trova in Ucraina. Un giovane figlio che momentaneamente non imbraccia armi, non gli è stato ancora richiesto. È un tecnico specializzato che serve il suo Paese lavorando in una centrale elettrica, ma se il conflitto dovesse continuare potrebbe toccare anche a lui andare a combattere. Come può questa mamma vivere serena le sue giornate qui in Italia? Fa venire i brividi ascoltarle, queste donne. Commuove essere sommersi dall'amore che dimostrano di avere per la loro patria. La loro preoccupazione è palpabile (poteva essere altrimenti?) ma è altrettanto palpabile la loro certezza che l'Ucraina saprà resistere e vincere contro la Russia di Putin. Una vittoria che sono consapevoli sarà a caro prezzo. “Ieri – racconta una di loro – ho sentito i miei familiari al telefono e mi hanno detto che c'è stato il funerale di due giovani soldati. Due ragazzi di appena 22 anni. Mi sono venute le lacrime agli occhi, ho pianto per loro!”. L'incontro è durato una mezz'ora, poi queste sette donne sono tornate al loro lavoro così prezioso al servizio dei nostri anziani. Con nel cuore la speranza che questa atroce guerra che sta dilaniando il loro Paese termini al più presto.



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