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La storia non insegna nulla sulla guerra

dom 27 mar 2022 11:03 • By: Renato Pellegrini

Cercare altre strade per risolvere i conflitti

Una donna fuggita da Irpin arriva a Kiev (Copyright ANSA/EPA)

VALLI DEL NOCE. Non ho mai creduto e non credo che le armi portino giustizia e costruiscano pace. Le armi uccidono anche se non sparano un solo colpo, anche se nessun missile si alza a colpire un obiettivo nemico. Le armi uccidono perché tolgono soldi alla sanità, alla cultura, all’assistenza dei deboli. Oggi si corre il rischio di un aumento della fame nel mondo. Dopo la guerra, la carestia. Si stima di avere almeno 13 milioni di persone di nuovi affamati nel mondo. L'allarme lo lancia la Fao, a nome del vicedirettore generale Maurizio Martina, ma questa è solo l'ultima voce che si sta elevando nel definire l'invasione della Russia tale da creare un dramma alimentare con pochi precedenti dal Secondo dopoguerra a oggi. E anche per questo correre ad armarsi è sempre un errore, anzi un delitto. In questa tragedia senza volto e senza nome non si pensa (quasi) mai che le guerre si dovrebbero prevenire, che non nascono come i funghi dopo una notte di pioggia, ma sono preparate con cura davanti agli occhi chiusi di chi dimostra altri interessi e solo dopo si scandalizza e cerca di correre ai ripari.

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In ogni dibattito sulla liceità dell'uso delle armi per una guerra di difesa o di liberazione, di resistenza e di protezione dei civili, arriva sempre, puntuale, l'esempio storico dei partigiani. Senza tener conto che ogni contesto e ogni epoca sono diversi – dicono gli storici – e che sarebbe un tragico errore paragonare condizioni e situazioni tanto diverse tra loro. Ma noi, la maggior parte di noi, cosa conosce di quel pezzo di mondo euroasiatico dell'est? Poco o pochissimo. E in ogni caso, se ripetiamo che la storia è maestra, dovremmo capire quello che ci insegna e dimostrare di aver imparato la lezione. «Possibile che non riusciamo a svincolarci dalle catene del ricorso all'uso della forza? Siamo proprio un'umanità ottusa se continuiamo a pensare che l'unico modo di salvare noi stessi e le persone più care sia quello di infliggere la morte ad altri esseri umani». (Toni dell’Olio) I protagonisti che hanno dato origine alla nostra Repubblica hanno scolpito nella Carta il ripudio della guerra. Probabilmente il loro intento era di chiederci di cercare altre strade per risolvere le controversie internazionali e per difendere gli innocenti ingiustamente aggrediti  

Se gli stessi protagonisti di quella pagina della nostra storia patria hanno voluto scolpire nella Carta il ripudio della guerra, un motivo ci sarà! Chissà che non volessero chiederci di ricercare altre strade, che non sia la guerra, per risolvere le controversie internazionali e per difendere gli innocenti ingiustamente aggrediti.



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