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Piccole derivazioni d’acqua a scopo idroelettrico: «Le novità introdotte dalla Provincia sono la campana a morto dei fiumi trentini»

sab 16 lug 2022 12:07 • Dalla redazione

Il Comitato permanente di difesa delle acque del Trentino critico sulla delibera della Giunta e chiama all’appello i cittadini: «Non è più possibile stare a guardare»

TRENTO. “Ci siamo! Il destino dei corsi d’acqua trentini è ormai segnato. Il requiem è la recente deliberazione della Giunta provinciale di Trento, n. 1219 dell’8 luglio 2022, relativa all'Entrata in vigore ed applicazione delle norme di attuazione del Piano di tutela delle acque 2022-2027 sui procedimenti amministrativi e domande pendenti relative a nuove concessioni di piccole derivazioni di acqua a scopo idroelettrico”. Il commento è di Tommaso Bonazza, portavoce del Comitato permanente di difesa delle acque del Trentino dopo che la Giunta provinciale ha presentato le novità in arrivo per le nuove domande e per quelle pendenti relative alla realizzazione di nuove centraline idroelettriche, oggetto di una moratoria che si è conclusa l'8 maggio scorso. Novità che, secondo il comunicato stampa diffuso dall’ufficio stampa provinciale, hanno l’obiettivo “di poter esaminare le domande, verificandone la compatibilità con le esigenze di difesa e preservazione dell’ambiente, ma considerando anche il fatto che l’energia idroelettrica è una fonte che non presenta le stesse controindicazioni dei combustibili fossili, relativamente ai suoi impatti sull’ambiente e sull’atmosfera e che il suo uso è incoraggiato dai protocolli internazionali di riferimento (a partire dal Protocollo di Kyoto)”.

La delibera, adottata dalla Giunta, quindi va a disciplinare l’attuazione della norma del piano di tutela delle Acque riguardante da un lato le nuove domande e le domande pendenti oggetto di moratoria, dall’altro le domande che si devono riaprire per effetto dei pronunciamenti del Tribunale delle acque.

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In particolare, le domande pendenti che avevano già avuto un giudizio ambientale continuano a essere istruite secondo il vecchio Piano di tutela mentre per le nuove domande, in attuazione dei suddetti principi, è stato i stabilito che le valutazioni preliminari previste dal Piano di Tutela delle acque, devono essere di carattere costruttivo, ossia non devono limitarsi, qualora vengano riscontrate criticità, alla extrema ratio della sola opzione zero, del rigetto dell’istanza, ma devono rinvenire ove possibile le indicazioni che possano permettere al proponente di sviluppare le modifiche progettuali necessarie ad ottenere l’assenso, in conformità al principio di leale collaborazione tra le amministrazioni partecipanti al procedimento ed i cittadini interessati.

Da qui le forti perplessità degli attivisti dell’acqua: “Il documento, unitamente alle dichiarazioni entusiaste del vicepresidente e assessore provinciale all'ambiente Mario Tonina – scrive in una nota Bonazza - mette in chiaro che perfino le domande di concessione precedentemente rifiutate e vincitrici di un ricorso presso il Tribunale Superiore delle Acque saranno riammesse alla valutazione dei tecnici. È la campana a morto per molti fiumi e torrenti trentini. In una indecente dinamica di asservimento del pubblico nei confronti di iniziative private, i servizi tecnici della Provincia autonoma di Trento vengono messi, per legge, a disposizione dei proponenti in nome di un fantomatico ‘carattere costruttivo’ dei procedimenti. Saranno dunque gli uffici competenti a ‘rinvenire ove possibile le indicazioni che possano permettere al proponente di sviluppare le modifiche progettuali necessarie a ottenere l’assenso [...]’. Con questa delibera – aggiunge il portavoce bollando per semplicistiche le osservazioni dell’assessore sul valore green dell’idroelettrico e sul la crisi energetica attuale, con la guerra in corso in Ucraina, la carenza di gas e l’aumento delle bollette - si incentiva dunque la costruzione di nuovi impianti. Follia pura, per un territorio, quello trentino, che, ricordiamo, produce già molta più energia di quella che consuma. La ridotta protezione normativa che la Provincia, attraverso i suoi servizi, prevedeva per la salvaguardia di fiumi e torrenti viene così ulteriormente indebolita e al suo posto si istituisce un quadro legale di infinite deroghe a regolamenti, leggi provinciali, norme italiane, europee o di semplice buonsenso”. Infine, il portavoce, che definisce questo “un violento attacco contro quello che resta delle nostre preziose risorse naturali” chiama all’appello a tutti i cittadini: “Non possiamo più esitare o stare a guardare! Un futuro più equo e rispettoso dell'ambiente ci viene sottratto giorno dopo giorno. Vi invitiamo a prendere posizione ed esporvi”.

 



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