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Addio a Baba Camillo, una vita per l’Africa

mar 26 lug 2022 10:07 • By: Lorena Stablum

Il missionario, originario di Romeno, si è spento all’età di 83 anni

ROMENO. Si è spento all’età di 83 anni Baba Camillo. Missionario in Africa fin dal 1969, quando viene mandato in Tanzania, e originario di Romeno, Camillo Calliari lascia un grande vuoto nella comunità. Fin da bambino, come si legge sulla biografia pubblicata sul sito internet di Baba Camillo onlus coltiva il sogno di andare in Africa per aiutare le persone più povere e bisognose. La sua prima missione è a Kisinga ed è qui che capisce come poter aiutare la popolazione locale: costruire acquedotti perché senza acqua potabile nelle vicinanze, la vita è impossibile. Nelle missioni dove viene mandato negli anni successivi, il suo impegno più grande sarà proprio dedicato alla costruzione di acquedotti, che oggi vengono utilizzati da più di 16000 persone, come si legge sempre sul sito.

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Negli ultimi anni della sua vita, padre Camillo ha operato nel villaggio di Kipengere, una missione ad alta quota, dove ha dato vita a una piccola fabbrica che produce stufe a legna e ha organizzato una vera scuola professionale, frequentata dai maschi, che diventano falegnami, e dalle femmine che imparano cucina, orticultura, allevamento degli animali da cortile, inglese, taglio e cucito. Nel 2002, quindi, è stato aperto un centro d’accoglienza per bambini rimasti orfani a causa dell’AlDS, abbandonati e malnutriti. Grazie alla onlus, Baba Camillo ha accompagnato la popolazione della Tanzania nel percorso verso l’autosufficienza: la maggior parte dei progetti realizzati dall’associazione, infatti, danno grande spazio ad attività di carattere formativo. 

“Lo ricorderemo tra i suoi bambini che adorava – scrive sul suo profilo personale Facebook la nipote e l’assessora alle politiche sociali e giovanili e allo sport di Romeno Marisa Bott - Lo ricorderemo per l’amore che ha donato a tutti, un regalo di Dio! Per noi è stato un privilegio condividere con lui tanti bei momenti. Caro Baba Camillo proteggici da lassù”.



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