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La Val di Non crede nello sport

lun 27 lug 2020 • By: Fabrizio Brida

Silvano Dominici: «Prioritario investire nella rete delle ciclabili»

La Val di Non è da sempre terra di grandi sportivi e campioni in ogni disciplina: dal ciclismo al tamburello, dall’atletica allo sci. E il merito è (anche) di chi ogni giorno promuove l’attività sportiva tra i più giovani: le tante associazioni sportive del territorio, le amministrazioni comunali e provinciali che investono in strutture sempre più moderne e funzionali, la Comunità della Val di Non che, oltre a sostenere economicamente lo sport in valle, si occupa in particolare dei Campionati Studenteschi e di progetti che coniugano scuola e sport.

Abbiamo intervistato il presidente della Comunità di Valle Silvano Dominici, che ci ha raccontato come sono cambiati il mondo sportivo noneso, le strutture e l’impegno delle istituzioni negli ultimi 25 anni.

Silvano Dominici, in che modo la Comunità della Val di Non ha sostenuto e sostiene l'attività sportiva a livello giovanile sul territorio?

In Val di Non abbiamo la fortuna di poter vantare un movimento sportivo molto vivace, alimentato da tanti volontari che con impegno promuovono i valori più profondi dello sport, fattore che per le istituzioni è ovviamente fondamentale anche al di là del risultato agonistico. L’impegno che ci siamo assunti è quello di sostenere per quanto ci è possibile l’organizzazione dei principali eventi sportivi nella speranza che possano continuare a crescere e coinvolgere più persone possibili. Ritengo sia importante che siano nati eventi con tipologia e finalità anche molto diverse tra di loro ma tutti, con le proprie peculiarità, fondamentali per la crescita socioeconomica della nostra Valle. Non ci facciamo mancare nulla: dal Campionato Valligiano di corsa podistica, divenuto ormai un riferimento per centinaia di famiglie della Val di Non, fino a eventi di altissimo spessore agonistico come i Campionati Nazionali di atletica leggera del CSI. Nel corso degli anni l’impegno della Comunità di Valle, attraverso il Servizio Istruzione, si è principalmente indirizzato verso l’organizzazione dei Campionati Studenteschi e verso progettualità mirate a coniugare scuola e sport. Il profondo spirito di collaborazione costruito insieme a dirigenti scolastici e insegnanti ci ha permesso di ottenere ottimi risultati nel coinvolgimento di giovani di tutte le età nei progetti di avvicinamento allo sport.

Come si è evoluto il mondo dello sport in valle, e in particolare quello dei Giochi Studenteschi, da quando partecipava lei ad oggi?

Personalmente ho dei ricordi davvero molto belli dei Campionati Studenteschi ai miei tempi: sono passati ormai quasi trent’anni, ma sono esperienze tanto semplici quanto capaci di lasciare il segno nella vita di ciascuno di noi. Attraverso i Campionati Studenteschi sono transitate generazioni di giovani nonesi e solandri: quando guardo i nostri ragazzi competere vedo la stessa passione che mettevo io da adolescente. Lo sport ha il pregio di far emergere davvero il meglio dai nostri ragazzi; devo dire che pur mettendo insieme centinaia di giovani atleti non abbiamo mai avuto un problema serio di vandalismo, maleducazione, mancanza di fair play. Al contrario, ho visto spesso gesti di grande correttezza e maturità. Dal punto di vista agonistico, poi, stiamo assistendo a una crescita costante in termini di prestazioni. Credo che questo sia il frutto del grande lavoro degli insegnanti di educazione motoria che spesso vanno al di là del loro lavoro per far appassionare i ragazzi allo sport. Rappresenta anche il frutto di un settore sportivo che, come dicevo prima, in Val di Non è particolarmente fiorente, completo dal punto di vista delle discipline sportive, capace di far rete con famiglie, sponsor, istituzioni.

Anche a livello di strutture sportive, oggi l'offerta è decisamente più ricca rispetto a 25 anni fa. Su quali aspetti ritiene abbiano puntato maggiormente le amministrazioni nel potenziamento e miglioramento degli impianti sportivi?

Va dato atto alle amministrazioni comunali che le strutture sportive non sono state considerate come investimenti di secondaria importanza. Il Comune di Cles ha investito con grande decisione sul Centro per lo Sport e del Tempo Libero, consegnando alla Val di Non una struttura di eccellenza a livello nazionale e internazionale, soprattutto per quanto concerne l’atletica leggera. Siamo dotati di impianti di ottima qualità per calcio, tennis, pallavolo, arrampicata, sport del ghiaccio, sci e molte altre discipline. Citare tutti gli sport che possono essere praticati in Val di Non sarebbe davvero impossibile. Abbiamo poi la nostra meravigliosa Valle, che rimane la palestra più bella: una corsa sui nostri stupendi percorsi o un’uscita in bici sulle montagne della Val di Non sono esperienze uniche. Resta aperto il nodo della piscina di Valle, in parte, ma solo in parte, coperto dalla struttura di Ronzone. In questo momento, però, credo che la Val di Non abbia altre priorità sulle quali investire: in primis la rete ciclabile, aspetto rispetto al quale siamo davvero molto carenti.

Oltre all’atletica, che raccoglie varie specialità (salto in lungo e in alto, corsa ad ostacoli, 60/80/100 metri piani, getto del peso, ecc.), quali sono le discipline sportive che rientrano nei Campionati Studenteschi?

Non abbiamo solo atletica: molto importanti sono ad esempio i tornei di pallavolo per le scuole medie, eventi che i ragazzi attendono con grande trepidazione e che dal punto di vista tecnico ci danno grandi soddisfazioni, soprattutto, devo dirlo, nel settore femminile.

Un momento importante di incontro per i giovani delle Valli di Non, di Sole e della Rotaliana è il torneo “Pianaunia” che coinvolge tutti gli istituti superiori dell’area. In questo caso ci si cimenta nel calcetto, nella pallavolo oppure nella pallatamburello, sport nel quale la nostra Valle si è sempre espressa ad altissimo livello.

Sono diversi, poi, i campioni che negli ultimi 25 anni sono transitati dai Giochi Studenteschi.

Come dicevo, sono passate generazioni di nonesi attraverso i Campionati Studenteschi. Di conseguenza sono transitati i tantissimi campioni che oggi la Val di Non può vantare nello sport a livello nazionale e internazionale.

Un momento emozionante che ho vissuto in prima persona come presidente della Comunità della Val di Non è stato il salto di Stefano Ramus, atleta del 2000 cresciuto nelle fila dell’Atletica Valli di Non e Sole. Vederlo saltare oltre i 2 metri sostenuto dai propri compagni di scuola è stato davvero esaltante. Ha affrontato i Campionati Studenteschi come se fossero una gara mondiale: un esempio di grande umiltà.

 



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