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Un sogno che profuma di lacca

gio 22 dic 2022 20:12 • Contenuto a Pagamento  By: Elisa Riddo

Tutto l’universo cospira affinché chi lo desidera con tutto sé stesso possa riuscire a realizzare i propri sogni” (L’Alchimista, Paulo Coelho)

CLES. Mario ha 14 anni, si guarda allo specchio nella sua camera piena di libri e fogli scarabocchiati, sorride e decide di seguire il suo sogno: diventare un parrucchiere. Si è sempre detto di non smettere mai di sognare e uno dei suoi segreti del suo successo personale è di cogliere sempre le occasioni migliori. Mario ama il presente e ogni giorno si mette in gioco con nuove sfide.

La vita per lui è stata un viaggio pieno di emozioni ma anche di difficoltà, iniziata come insegnante alla scuola Roè Volciano (BS) S.C.A.R. e qualche anno dopo all’istituto professionale A. Barelli di Rovereto. Dopo varie esperienze in giro per il mondo e varie collaborazioni oggi si dice non ancora arrivato al termine del suo sogno: “Mi piacerebbe tanto vivere per un anno in una grande città all’estero e lavorare in qualche studio di parrucchieri a New York come Buenos Aires per poi tornare a Cles, il paese che amo”.

Un omino alto poco più di un metro e sessanta parcheggia la sua spider fuori dal salone.

Elektrodemo

Abbigliamento casual, un po’ stile anni ‘90, con un approccio moderno e amichevole. Lui è Mario Sandri, clesiano nato sotto il segno del cancro e parrucchiere dal 1984. La vita di Mario è un vero e proprio viaggio che straborda di esperienze tra scuole, salone, eventi fashion e sfilate di moda.

Da cliente affezionata, la parte che preferisco è quando mi massaggia la testa piena di shampoo e inizia a raccontarmi il suo ultimo viaggio, prima mi lancia una battuta da “boomer” e poi mi racconta un suo ultimo incontro bizzarro. Così inizia a elencarmi i luoghi che ha visitato grazie al suo lavoro: Colombia, Thailandia, Portogallo, Parigi, Romania, Dubai, Iran, Buenos Aires, Ucraina, Londra poi tira il fiato e mi dice ridendo che non serve ricordarli tutti e mi chiede da che parte voglio la riga. Le forbici si muovono veloci e in poco tempo la mia chioma prende forma, mi racconta di quando arrivò nelle grandi Favelas in Brasile come insegnante in una scuola in mezzo al nulla, aule piccole piene di ragazzini curiosi che guardavano attraverso le finestre. Il primo giorno appena accese l’asciugacapelli lo stabilimento andò in un blackout totale, così ogni mattina le donne del posto impaurite da queste tecnologie con dei riti esorcizzavano il malocchio.

Mentre mi asciuga i capelli ridiamo di quegli avvenimenti strani e mi aggiorna sulle ultime novità di Gandini Team, come art director del gruppo ha molte scelte da fare per i vari progetti futuri, “però…” mi dice con un sorriso “io amo il mio lavoro, amo la gente ma soprattutto amo raccontare quello che più mi piace e voglio tramandare ai giovani quanto ho imparato. I soldi sono importanti, servono per esplorare e fare quello che ci appassiona di più ma la felicità è quello che abbiamo realizzato dentro di noi. Un uomo da solo in cima a una montagna può comunque essere felice non credi?”. Mi guarda con i suoi occhi sognanti mentre con un tocco crea con la lacca una nuvola intorno alla mia testa per completare il look. Accenno un “sì” con la testa e gli dico che oggi come sempre mi ha resa felice.



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