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Ricci rinuncia al terzo mandato

mar 04 ago 2020 11:08 • By: Alberto Mosca

Dopo 10 anni da sindaco, l'addio dato al consiglio comunale e sui social

Laura Ricci ai tempi della prima edizione di Melissa, la festa del miele di Croviana

Laura Ricci, sindaco di Croviana, annuncia al consiglio comunale e poi su Facebook la fine della sua esperienza amministrativa.

“Ho deciso di non mettermi a disposizione per una nuova candidatura con la serenità e la convinzione di aver fatto tutto ciò che era possibile per la comunità di Croviana tenendo conto delle risorse economiche, organizzative e umane a disposizione”.

Finisce così, con un ringraziamento a tutta la comunità, un’avventura iniziata nel 2005 come consigliere e nel 2010 da sindaco.

“Amministrare per 15 anni, tempo rapido per certi versi e per altri piuttosto lungo, è il tempo adeguato per apprendere, condividere, realizzare, idee, opere e progetti. Molto di più si poteva fare e molto è stato fatto. Non rimpiango nulla, se non forse l’ammaccatura di qualche relazione, ma si sa che in quanto relazioni dipendono da entrambi i soggetti.

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Sono stati belli e entusiasmanti i primi cinque anni, impegnativi i secondi”, scrive Ricci, ricordando come i tempi odierni siano “di cambiamento nell’organizzazione comunale e fortemente incentrati a far fronte ad una struttura organizzativa che abbisognava di migliorie e ad un progetto di collaborazione tra comuni che esige, tuttora, un lavoro più fitto e intimo tra le comunità, prima che esso diventi concreto e tangibile”.

Tra i risultati di 10 anni Ricci colloca il MMape, la rinnovata scuola primaria B. Pezzen, la palestra e gli spazi comunali utilizzati da tante associazioni del paese e della Val di Sole.

“Mi rende inoltre soddisfatta, restituire un Comune più strutturato e con dei risparmi importanti, una viabilità e una pedonalità ordinata, un’illuminazione pubblica adeguata ai tempi ed a risparmio energetico”.

Infine, a chi verrà, Ricci lascia alcuni inviti: “A riflettere sull’importanza di dare buoni esempi, sull’importanza di rappresentare pienamente i generi, a riflettere sul fatto che la diversità è ricchezza ed il confronto è un atteggiamento sano, su quali sono le basi per unire e non dividere una comunità, perché nelle tante comunità come le nostre serve unità di intenti, serve a chi decide, per prendere giuste e lungimiranti decisioni. Servono buoni consiglieri, sinceri nella parola e nel gesto, che comprendano il senso ultimo delle cose e non si limitino, alla prurigine dei pettegolezzi e sappiano approfondire e chiedere”.



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